29 settembre
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a san Michele arcangelo.
Figura centrale delle tradizioni abramitiche, presentata come capo degli eserciti celesti nel giudaismo, nel cristianesimo e nell'islam. È descritto come colui che affronta il caos e l'oppressione per ristabilire l'ordine e la giustizia, rifiutandosi di sottomettersi all'ingiustizia assoluta.
Quello che resta: Riconosciamo in lui il coraggio di dire no alla tirannia, in qualsiasi forma si presenti. È l'invito a difendere l'equilibrio e la verità con la forza del carattere e dello spirito.
Michel si festeggia in Francia, negli Stati Uniti, in Spagna, in Brasile, in Argentina e in Germania il 29 settembre.
Il nome « Michel » evoca l'arcangelo guerriero, domatore del drago e protettore delle anime, il cui nome pone una domanda senza replica: « Chi è come Dio? » Niente di guerriero, tuttavia, nella percezione del nome: Michel è caloroso, familiare, profondamente popolare. Fu uno dei nomi maschili di spicco della metà del XX secolo in Francia.
Il culto di san Michele ha segnato il paesaggio — dal Mont-Saint-Michel eretto nella sua baia alle innumerevoli cappelle arroccate sulle alture. Patrono dei paracadutisti e degli schermidori, l'arcangelo conferisce al nome un fondo di coraggio discreto. Michel viaggia anche molto bene: Michael, Michele, Miguel, Mikhaïl.
Oggi, Michel ha la tenerezza di un nome da « zio »: generazionale, conviviale, associato al buon umore e alla tavola della domenica. Un po' datato per un neonato, resta carico di una simpatia immediata. Lo si immagina allegro, battitore, aggregatore — il tipo di uomo di cui si conserva un ricordo affettuoso e gioioso.
Se dovessi descrivere Michel con una sola parola, sarebbe « allegria ». È il nome più dotato di umorismo (7/10), e si sente: Michel è il animatore della festa, colui che scioglie la tensione a tavola in tre battute, che ha sempre una barzelletta pronta e un bicchiere da condividere. Si ride con un Michel, mai contro di lui.
Ma dietro lo spiritoso si nasconde un vero collante sociale. La sua elevata diplomazia (7/10) fa di lui un aggregatore nato: conosce tutti, riappacifica i litiganti, organizza i ritrovi. La stabilità (8/10) e la lealtà (8/10) completano il ritratto: simpatico, sì, ma anche profondamente affidabile. Lo zio Michel non dimentica mai un compleanno e si presenta sempre quando serve.
Energico senza essere iperattivo (6/10), ambizioso con misura (6/10), Michel non schiaccia nessuno per riuscire. Avanza nel buonumore, con un bisogno di attenzione moderato (4/10): ama piacere e far ridere, ma non al punto di monopolizzare la scena. La sua sensibilità (5/10) e la sua indipendenza (6/10) lo mantengono equilibrato, né appiccicoso né orso solitario.
Il colpo di genio è che il suo nome proviene da un arcangelo guerriero, domatore di draghi. Nel Michel moderno, questa combattività si è trasformata in una bella capacità di proteggere i suoi: sotto il riso, veglia. Buon vivente, caloroso, unificante, incarna l'amico di sempre la cui sola presenza mette di buonumore. Il tipo di personaggio del quale si parla, anni dopo, con un sorriso tenero: « ah, quel buon vecchio Michel!
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Che cosa ne dice la scienza. L'effetto di un nome sul carattere è documentato, e diversi studi scientifici se ne sono occupati. Non mostrano che un nome contenga una personalità nascosta, ma che cattura l'attenzione, suscita aspettative sociali e modifica leggermente il modo in cui gli altri ci rispondono. Leggi il nostro articolo su cosa si fonda la psicologia dei nomi per saperne di più.
Michel, il cui nome risuona come un interrogativo celeste, affronta l'intimità con un'intensità quasi sacra. Non cerca il possesso, ma la fusione delle anime, guidato da questa ricerca di perfezione che sfida l'ordinario. La sua seduzione è quella di una forza tranquilla, magnetica e protettiva, capace di soggiogare con la sua sola presenza piuttosto che con parole vane. È attratto dalla nobiltà del cuore e dall'intelligenza luminosa, queste scintille che ricordano la purezza originaria del suo nome. Al contrario, ciò che lo stanca è la volgarità dell'immediatezza e la viltà emotiva. Fugge le relazioni superficiali, questi giochi infantili che non hanno né profondità né anima. Per Michel, amare è un atto di fede, una devozione totale in cui la lealtà è l'unica moneta di scambio accettabile. Offre un amore appassionato, quasi divorante, ma esigendo in cambio un'autenticità senza falle. Vuole essere la roccia, l'arcangelo custode di una passione duratura, lontano dai capricci effimeri.
Michele è di origine ebraica, forma femminile di Michel, in riferimento all'arcangelo san Michele.
Il nome ebraico 'Mi-ka-El' è una domanda: «Chi è come Dio?», ad affermare che nessuna creatura eguaglia Dio.
Sono varianti dello stesso nome: Michèle (una sola l, accento grave) è la grafia francese classica, Michelle una variante resa celebre soprattutto dai Beatles.
Soprattutto dagli anni '40 agli anni '60, periodo in cui fu uno dei nomi femminili più diffusi in Francia.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.
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