12 giugno
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a Beato Guido Vignotelli da Cortona.
Mercante italiano del XIII secolo, originario di Cortona. Dopo una vita dissoluta, lasciò tutto per distribuire la sua fortuna ai poveri e dedicarsi ai più indigenti, diventando sacerdote ed eremita.
Quello che resta: Si può sempre cambiare rotta, indipendentemente dal passato. La generosità e la capacità di reinventarsi sono forze che non invecchiano mai.
Guy si festeggia in Francia, in Spagna e in Brasile il 12 giugno; negli Stati Uniti il 12 settembre.
Il nome « Guy » affonda le sue radici nel germanico Wido, « legno, foresta », latinizzato in Guido e poi francizzato molto presto. Nome di cavalieri e crociati, ha portato figure di spicco del Medioevo: Guy de Lusignan, re di Gerusalemme nel XII secolo, o Guy de Dampierre, conte di Fiandra. La sua forma breve e schietta attraversa i secoli senza mai appesantirsi.
Nel XX secolo, Guy conosce il suo periodo d'oro tra gli anni Trenta e Cinquanta, incarnando una generazione di uomini solidi e senza fronzoli. La cultura francese lo ha abbondantemente illustrato: lo scrittore Guy de Maupassant, il cantante Guy Béart, il conduttore Guy Lux, l'indimenticabile Guy Roux del calcio. La famosa « danza di San Guy » ricorda persino che il nome ha alimentato il linguaggio popolare.
Oggi, Guy sprigiona un'eleganza retrò, un fascino da patriarca bonario e bricolleur. Si associa alla franchezza, alla fedeltà e a un umorismo asciutto. È un nome legato alla terra, caldo e rassicurante, che sa di vino condiviso e di parola mantenuta.
Guy, è la roccia del gruppo. Dietro questo nome corto e compatto si nasconde un uomo di una stabilità a tutta prova (8/10) e di una indipendenza feroce (8/10): non ha bisogno di nessuno per sentirsi bene, né di riflettori puntati su di sé (bisogno di attenzione 2/10). Guy fa, non racconta. Fedele agli amici come alle sue convinzioni (lealtà 8/10), è il tipo che si presenta con il suo cassetto degli attrezzi una domenica mattina senza che nessuno glielo abbia chiesto.
Il suo umorismo (7/10) è un delizioso gioco di sottintesi: inserisce la battuta che fa impazzire nel momento meno aspettato, con il viso impassibile, in stile Guy Roux che commenta una partita. Poco incline agli stati d'animo (sensibilità 3/10) e non proprio diplomatico (4/10), Guy dice ciò che pensa, netto e franco – il che a volte disorienta, ma almeno si sa sempre a che punto si è. Con lui, niente discorsi doppi.
L'etimologia «il legno, la foresta» gli si addice a pennello: Guy è un uomo radicato, una quercia piuttosto che un giunco. Si sente in lui la generazione degli artigiani e degli uomini legati alla terra, quella che ha vissuto il suo periodo d'oro negli anni '40. La sua energia è misurata (5/10): avanza al suo ritmo, senza fretta, ma nulla lo fa deviare. È l'amico sicuro, il vicino su cui si può contare, l'uomo di poche parole la cui parola vale oro. Una birra con Guy significa silenzio complicato e due o tre battute memorabili. Salute, Guy.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Che cosa ne dice la scienza. L'effetto di un nome sul carattere è documentato, e diversi studi scientifici se ne sono occupati. Non mostrano che un nome contenga una personalità nascosta, ma che cattura l'attenzione, suscita aspettative sociali e modifica leggermente il modo in cui gli altri ci rispondono. Leggi il nostro articolo su cosa si fonda la psicologia dei nomi per saperne di più.
Il nome « Guy » è l’oggetto della scheda: mantienilo ESATTAMENTE così com’è, non adattarlo alla lingua di arrivo. Gli altri nomi propri, le date, i numeri e i luoghi non cambiano.
Guy ama come si affronta una foresta fitta: con la pazienza di un predatore tranquillo e una fascinazione per l’ombra. La sua seduzione non è un falò, ma una linfa lenta che sale, irresistibile. Non corre dietro alla preda; la circonda, offrendo una presenza ampia, vasta, quella dell’witu originario che porta il peso del tempo. Ciò che lo appassiona è la complessità radicale, i misteri che si approfondiscono sotto la corteccia. Cerca l’intimità grezza, quella che non chiede parole, ma terra. Invece, fugge la frivolezza superficiale, quella luce troppo cruda che brucia senza scaldare. La vanità lo stanca istantaneamente; preferisce la sostanza silenziosa di un cuore che sa custodire i suoi segreti come un legno custodisce l’acqua. Guy non fa la cortigiana, pianta le sue radici. Vuole un amore che resista alle intemperie, solido, verde e profondo, dove ogni bacio è un anello di crescita, lento, pesante e definitivo.
Di origine germanica, significa probabilmente 'bosco, legno' (radice widu) o, nell'interpretazione medievale romanza, 'guida, condottiero'.
Si festeggia il 12 settembre, in memoria di San Guido d'Anderlecht; alcuni calendari citano anche altri santi Guido.
Molto: era diffusissimo già nel medioevo italiano, come testimoniano Guido Cavalcanti e Guido d'Arezzo.
In francese e in inglese corrisponde a Guy.
Sì, la forma femminile è Guida, oggi però praticamente in disuso.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.
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