Guy affonda le sue radici nel germanico Wido, «legna, bosco», latinizzato in Guido e francizzato molto presto. Nome di cavalieri e crociati, ha portato figure di spicco del Medioevo: Guy de Lusignan, re di Gerusalemme nel XII secolo, o Guy de Dampierre, conte di Fiandra. La sua forma corta e schietta attraversa i secoli senza mai diventare pesante.
Nel XX secolo, Guy conosce la sua età dell'oro tra gli anni '30 e '50, incarnando una generazione di uomini solidi e senza fronzoli. La cultura francese lo ha illustrato abbondantemente: lo scrittore Guy de Maupassant, il cantante Guy Béart, il conduttore Guy Lux, l'indimenticabile Guy Roux del calcio. La famosa «danza di San Guido» ricorda persino che il nome ha alimentato il linguaggio popolare.
Oggi, Guy sprigiona un'eleganza retrò, un fascino di patriarca affabile e pratico. Si associa alla franchezza, alla fedeltà e a un umore asciutto. È un nome di terra, caldo e rassicurante, che sa bene di vino condiviso e di parola mantenuta.
Guy, è la roccia del gruppo. Dietro questo nome corto e squadrato si nasconde un uomo da una stabilità a prova di tutto (8/10) e da una indipendenza feroce (8/10): non ha bisogno di nessuno per stare bene, né di riflettori puntati su di lui (bisogno di attenzione 2/10). Guy agisce, non chiacchiera. Fedele agli amici come alle sue convinzioni (lealtà 8/10), è il tipo che arriva con la sua cassetta degli attrezzi una domenica mattina senza che nessuno glielo abbia chiesto.
Il suo umore (7/10) è una specialità di umore asciutto: scivola la frase che stende nel momento meno aspettato, con il volto impassibile, allo stile di Guy Roux che commenta una partita. Poco propenso agli stati d'animo (sensibilità 3/10) e non francamente diplomatico (4/10), Guy dice quello che pensa, chiaro e schietto — il che a volte disorienta, ma almeno si sa a che attenersi. Con lui, niente discorsi doppi.
L'etimologia «legna, bosco» gli sta come un guanto: Guy è un uomo radicato, una quercia più che un giunco. In lui si sente la generazione degli artigiani e degli uomini di terra, quella che ha fatto la sua età dell'oro negli anni '40. La sua energia è misurata (5/10): avanza al suo ritmo, senza fretta, ma nulla lo fa deviare. È l'amico sicuro, il vicino in cui si può avere fiducia, l'uomo di poche parole la cui parola vale oro. Una birra con Guy è silenzio complicato e due o tre frasi memorabili. Salute, Guy.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Guy ama come chi si avvicina a un bosco fitto: con la pazienza di un predatore tranquillo e una fascinazione per l'ombra. La sua seduzione non è un falò, ma una linfa lenta che sale, irresistibile. Non corre dietro la preda; la circonda, offrendo una presenza ampia, estesa, quella del *witu* originale che sopporta il peso del tempo. Ciò che lo appassiona è la complessità delle radici, i misteri che si approfondiscono sotto la corteccia. Cerca l'intimità grezza, quella che non chiede parole, ma terra. Invece, fugge dalla frivolezza superficiale, quella luce troppo cruda che brucia senza scaldare. La vanità lo stanca istantaneamente; preferisce la sostanza silenziosa di un cuore che sa custodire i suoi segreti come un bosco custodisce l'acqua. Guy non gioca a corteggiatore, pianta le sue radici. Vuole un amore che resista alle intemperie, solido, verde e profondo, dove ogni bacio è un anello di crescita, lento, pesante e definitivo.