Laurent è tessuto di gloria: il lauro dei vincitori romani, quella corona con cui si incoronavano generali e poeti. Il prenome deve la sua fortuna a San Lorenzo di Roma, diacono martirizzato nel 258, la cui leggenda della griglia ne ha fatto uno dei santi più popolari del Medioevo — al punto che Filippo II fece costruire l'Escorial a forma di griglia.
Classico atemporale, Laurent ha conosciuto il suo apogeo negli anni '60-'70. Possiede quella sobrietà elegante che non passa mai di moda: né ostentata né insipida, ispira serietà, competenza e una certa integrità.
Oggi, Laurent evoca un uomo sereno e affidabile, spesso percepito come una roccia — si pensi alla solidità di un Laurent Blanc o alla dolcezza elegante di un Laurent Voulzy. È il prenome delle persone di parola, di coloro che mantengono le loro promesse e tengono la testa fredda. Un valore sicuro, letteralmente incoronato di alloro.
Laurent, è l'uomo su cui si può costruire. Fedele alla sua etimologia di vincitore incoronato d'alloro, emana una fiducia calma, senza fanfaronate: il successo, per lui, non è una corsa frenetica, ma una traiettoria retta, paziente, mantenuta fino alla fine. Ambizione solida e stabilità di granito formano la sua base — Laurent porta a termine ciò che inizia, ed è noto.
La sua grande forza è l'affidabilità. Lealtà incrollabile, parola data che vale come contratto: i suoi cari sanno di poter contare su di lui nella tempesta. Non è del tipo che chiede i riflettori né che si sfoga in confidenze; preferisce agire, avanzare e lasciare che siano i risultati a parlare per lui.
Per quanto riguarda la fantasia, ammettiamolo, Laurent punta piuttosto sulla serietà — non è l'eccentrico del gruppo. Ma possiede un umore secco e implacabile, a immagine della famosa risposta del suo santo patrono sulla griglia. Questo flemma velato di ironia secca è il suo grande fascino.
Indipendente, gli piace decidere da solo e sopporta male che gli si forzi la mano; ma è un solitario socievole, non un orso. In lui troviamo la dolcezza elegante di un Laurent Voulzy, la tenacia di un Laurent Fignon, la freddezza di un Laurent Blanc davanti alla porta. In sintesi, un Laurent è una roccia discreta: non il più flamboyant del gruppo, ma quello che rimane in piedi quando tutto trema.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Laurent, questo nome che già porta il marchio del lauro vittorioso, custodisce un cuore che si consegna solo a coloro che sanno conquistare la sua attenzione senza mai dominarla. Non gioca il gioco futile della seduzione facile; cerca l'essenza, il profumo intenso di una connessione che lo faccia vibrare. In amore, è un predatore di sensazioni, dolce ma implacabile nella sua ricerca dell'eccellenza. Ciò che lo attira è quella scintilla rara, quell'intelligenza che lo sfida e risveglia. Ha bisogno di un partner che sia al contempo musa e avversario, capace di competere con la sua stessa fiamma. Al contrario, ciò che lo stanca rapidamente è la mediocrità emotiva, la routine opaca che soffoca la sua natura nobile. Non sopporta la noia né la superficialità; per lui, amare è un atto di gloria, una corona che offre a chi osi condividere il suo trono. Ama con passione, ma esige in cambio una lealtà incrollabile e un'audacia che faccia battere più forte il suo cuore.
Dal latino Laurentius, legato all'alloro (laurus), simbolo di vittoria, o alla città antica di Laurentum.
«Incoronato d'alloro», ovvero vittorioso e glorioso, secondo l'interpretazione più diffusa.
Il 10 agosto, giorno di San Lorenzo di Roma, diacono e martire.
La tradizione racconta che fu suppliziato su una griglia; è quindi il patrono dei cuochi e dei pompieri.
Soprattutto negli anni '60 e '70, quando figurava tra i prenomi maschili più assegnati in Francia.