Soledad deriva dal latino solitas, 'solitudine', e origina come nome devozionale dell'invocazione a Nostra Signora della Solitudine: Maria sola dopo la morte di Cristo, una delle immagini centrali della Settimana Santa spagnola dal 1568. Lungi dall'essere percepita come triste, nel mondo ispanico è un nome dalle profonde radici religiose e di grande dignità. La sua onomastico si celebra l'11 ottobre, giorno di Santa María Soledad Torres Acosta, la fondatrice delle Serve di Maria nata a Madrid.
Molto diffusa in Spagna e in tutta l'America ispanica, specialmente in Argentina, dove spiccano Soledad Pastorutti ('La Sole') o Soledad Villamil. Viene affettuosamente abbreviata in 'Sole' o 'Chole'.
Oggi Soledad è percepita come un nome forte e dal carattere marcato, un po' classico, che suggerisce introspezione, compostezza e una bellezza serena, un po' malinconica.
Soledad porta nel suo nome una parola che spaventa molti e a lei non: la solitudine come spazio personale, non come mancanza. È, soprattutto, una persona profondamente indipendente, a suo agio con se stessa, che non ha bisogno di approvazione costante dal gruppo (il suo bisogno di attenzione è tra i più bassi). Può passare ore nel suo mondo interiore e uscirne ricaricata, con idee chiare. Questa autosufficienza la rende serena e difficile da trascinare nei drammi altrui.
La sua sensibilità è grande, ma la vive interiormente: c'è qualcosa di introspectivo e persino un po' malinconico in lei, forse un'eredità di quella Vergine che piange in silenzio. Non è fredda (anzi, la sua lealtà è enorme verso i pochi che lascia entrare), ma sceglie le sue persone con cura e ci mette tempo ad aprirsi. Il rovescio della medaglia di una tale indipendenza è una vera e propria riservatezza: a volte si isola troppo e fa fatica a chiedere aiuto.
Stabile e con convinzioni salde, quando Soledad si impegna in qualcosa, lo fa fino alla fine. E attenzione, l'introspezione non è timidezza: come dimostrato da una Soledad Pastorutti che conquista i palchi a quindici anni, dentro quella calma vive una forza tremenda che, quando decide di uscire, nessuno può fermare. Soledad è l'amica saggia e temperata, quella che parla poco ma ha ragione, quella che ha fatto pace con il silenzio e quindi ascolta meglio di chiunque altro.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Soledad non si innamora semplicemente; lo abita con il peso quieto e inevitabile della solitudine. Il suo nome, un sussurro di solitudine, non è una maledizione ma un santuario che condivide solo con i degni. Nella seduzione, non è il neon rumoroso e lampeggiante del gratificazione immediata, ma la lenta e intoxicante brama delle braci. Attrae i partner con una quiete magnetica ed enigmatica, offrendo uno sguardo che vede attraverso le pretese fino all'anima nuda e schietta sottostante. Desidera profondità, non ampiezza. Il fascino superficiale la annoia fino alle lacrime; è solo veramente accesa dal rigore intellettuale e dall'autenticità emotiva.
È affascinata da coloro che possiedono i propri mondi interiori, da coloro che comprendono che il silenzio può essere una forma di intimità. Tuttavia, la sua indipendenza è il suo nucleo non negoziabile. Un partner che tenta di soffocare il suo bisogno di spazio o che richiede una convalida costante e performativa si troverà rapidamente respinto. Soledad ama con furore ma sui suoi termini, cercando un'unione di due entità complete piuttosto che due metà che cercano di formare un tutto. Ha bisogno di un amore che rispetti la sua solitudine tanto quanto celebra la sua presenza, una dinamica rara e preziosa che, una volta trovata, diventa una fortezza tenera e indissolubile.
'Soledad', dal latino solitas; si riferisce alla Vergine della Solitudine, Maria sola dopo la morte di Cristo.
Non nella loro cultura: nel mondo ispanico evoca dignità, compostezza e introspezione, non tristezza.
L'11 ottobre, festa di Santa María Soledad Torres Acosta, fondatrice delle Serve di Maria.
Con i soprannomi affettuosi 'Sole' e 'Chole', molto comuni in Spagna e in America.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.