Diana è un nome che viene dritto dal mito romano, portato dalla dea della caccia, della luna e del mondo selvaggio, la ferocemente indipendente vergine cacciatrice che i Romani identificarono con la greca Artemide. La sua radice significa «celeste» o «divina», e qualcosa di quella qualità luminosa e lunare le è sempre rimasto attaccato.
A differenza del nome di una santa, Diana porta con sé un fascino pagano e classico, che evoca archi d'argento, foreste e luce di stelle. Nell'immaginario moderno ha acquisito un secondo, indimenticabile strato attraverso Diana, principessa del Galles, la cui fama mondiale donò al nome una nota di eleganza, compassione e silenziosa ribellione sul finire del Novecento.
Oggi Diana suona regale, aggraziata e forte, femminile senza essere delicata. Appare senza tempo e internazionale, di casa in inglese, spagnolo, italiano e oltre, un nome che evoca portamento, indipendenza e un tocco di celeste.
Diana non segue nessuno. Il tratto che domina il suo profilo è l'indipendenza, e si addice a un nome appartenuto alla dea indomita della caccia, che avanza nella foresta con un arco d'argento e non risponde a nessuno. Una Diana traccia presto la propria rotta e raramente chiede permesso; ha quella qualità sicura di sé, un po' regale, che porta la gente a darla per scontata al comando anche quando nessuno l'ha nominata. Anche la sua ambizione è alta, ma è quella pulita e autodiretta, la spinta a padroneggiare il proprio dominio più che a compiacere la folla.
E la folla non le serve davvero. Il suo bisogno di attenzione è sorprendentemente basso, il che le dona una sicurezza noncurante; farà volentieri le sue cose mentre altri si accalcano per approvazione. C'è qui anche un'energia e un calore autentici, un senso di movimento e di scopo, addolciti da una vena diplomatica che la mantiene composta invece che spinosa. Sa dominare una stanza e conquistarla nello stesso respiro, come Diana Ross domina un palco o Diana Rigg dominava una scena.
La doppia eredità del nome le dà ampiezza: la feroce cacciatrice lunare da un lato e, dall'altro, la grazia e la silenziosa compassione che il mondo adorò in Diana, principessa del Galles. Una Diana può essere entrambe, dalla mente ferma e dal cuore tenero, una protettrice forte che difende le persone che ama. Stabile e con i piedi per terra sotto l'audacia, è leale senza essere appiccicosa e affidabile senza essere docile. Il suo umorismo è sicuro e un po' asciutto. Nel complesso è uno spirito indipendente con un bagliore regale: qualcuno che percorre la propria strada, non ha bisogno di applausi per conoscere il proprio valore e che, quasi senza sforzo, tende comunque a finire per brillare.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Diana non cerca l’amore, lo insegue come la preda nella notte. La sua sensualità è fredda, lucida come la luce lunare che la presiede: magnetica, letale, impossibile da ignorare. Seduce con uno sguardo che penetra l’anima, senza sforzo, perché la sua natura divina le conferisce un’autorità naturale. Non ama i giochi sporchi o le debolezze; è attratta dall’intensità, dalla passione pura che brucia come il sole (*dies*) da cui il suo nome deriva. Tuttavia, la noia è il suo peggior nemico. Qualsiasi relazione che si trasforma in routine banale viene scartata con la stessa rapidità con cui una cacciatrice abbandona un sentiero vuoto. Cerca un partner alla sua altezza, forte quanto lei, capace di reggere il peso della sua indipendenza. Non vuole essere posseduta, ma scelta. Nel letto e nella vita, Diana esige verità assolute. Il suo amore è un dono raro, un’eternità condensata in un istante di fuoco celeste, ma solo chi osa guardarla negli occhi senza tremare potrà mai trattenere il suo cuore selvaggio e divino.
«Celeste» o «divina», da una radice latina legata al cielo e alla luce del giorno; Diana era la dea romana della luna e della caccia.
La sua origine principale è mitologica più che cristiana, quindi non esiste una festa universale; una minore beata Diana d'Andalò è ricordata a giugno, ma il nome non ha una tradizione di onomastico affermata.
La dea romana della caccia, degli animali selvatici, della luna e del parto, controparte della greca Artemide.
Il nome è antichissimo, ma Diana, principessa del Galles, gli ha dato enorme fama moderna e una duratura associazione con la grazia e la compassione.
Dida, Dì e Dide sono tutte forme abbreviate diffuse.