Torquato è un nome dal suono grave e antico, che porta con sé il rumore del bronzo e delle armi della Roma repubblicana. All'origine c'è un cognomen, quello di Tito Manlio Torquato, che secondo Livio strappò la torque, la pesante collana d'oro, a un enorme guerriero gallo dopo averlo battuto in duello: da allora la sua famiglia portò quel giro di metallo come titolo di gloria. Il nome dice quindi 'colui che porta la collana', l'insegna del valore.
In Italia però Torquato evoca soprattutto una figura sola, gigantesca: Torquato Tasso, il poeta della 'Gerusalemme liberata', spirito inquieto e malinconico rinchiuso a Sant'Anna. Grazie a lui il nome ha assunto un'aura letteraria, un profumo di corte rinascimentale e di genio tormentato. Sul versante sacro c'è invece San Torquato di Guadix, evangelizzatore della Spagna, festeggiato il 15 maggio.
Oggi è un nome raro, quasi da collezione, scelto da famiglie che amano la tradizione classica e non temono di distinguersi. Chi lo porta indossa un piccolo blasone: suona nobile, colto, un filo severo, ma proprio per questo memorabile.
Torquato è un nome che sembra chiedere rispetto ancora prima di essere pronunciato per intero. C'è dentro il metallo della torque romana, quel collare strappato in duello che diventò simbolo di coraggio: chi si chiama così porta idealmente un'insegna di valore, e tende a viverla come un impegno più che come un vezzo. La personalità che il nome suggerisce è quella di una persona dalla forte spina dorsale, orgogliosa nel senso buono del termine, capace di reggere responsabilità che altri scanserebbero.
Ma Torquato non è solo il guerriero: è anche il poeta. L'ombra lunga di Torquato Tasso regala al nome una vena malinconica, contemplativa, quasi febbrile. Ne esce un carattere doppio, affascinante: da un lato la solidità e l'ambizione di chi vuole lasciare un segno, dall'altro una sensibilità profonda, una fantasia che lavora di notte, un'inquietudine creativa che non si accontenta mai del già fatto. È il tipo di persona che può passare da un discorso pratico e deciso a una lunga divagazione sull'arte o sul senso delle cose.
Socialmente è signorile, di quelli che parlano poco ma bene, con un'ironia asciutta e colta. Non ama la folla chiassosa, preferisce le conversazioni scelte, gli amici pochi ma veri, i luoghi che sanno di storia. L'indipendenza è un tratto marcato: difficilmente lo si comanda, più facilmente lo si convince. Sotto la superficie composta batte però un cuore leale e generoso, che si affeziona in profondità. Torquato, insomma, è un nome da protagonista di romanzo: nobile, complesso, un po' fuori dal tempo, e per questo indimenticabile.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Torquato porta nel cuore la pesantezza dorata di un torque: non un semplice accessorio, ma un simbolo di dominio e di legame indissolubile. In amore, non cerca la leggerezza effimera, bensì la presa salda, quella che lascia il segno sulla pelle e sull’anima. La sua seduzione è antica, romana nella sostanza: un’attrazione magnetica, quasi visiva, che afferra l’altro come un trofeo di guerra vinto con grazia. Ama con intensità possessiva, quasi a voler verificare la resistenza del legame, proprio come il suo antenato strappò il monile al nemico. Tuttavia, questa forza non è crudele, ma passionale, sensuale, profonda. Ciò che lo stanca è la freddezza, la mancanza di fuoco e di sfida; cerca un’anima con cui misurarsi, non da dominare, ma da abbracciare con la fermezza di chi sa cosa vuole. La sua dolcezza è avvolgente, come una catena preziosa che non schiaccia, ma protegge. Ama chi ha la forza di reggere il suo sguardo, chi non fugge davanti all’intensità di chi ama come si combatte: con coraggio, con onore, con una passione che non si scioglie mai.
Significa 'ornato di collana', dal latino 'torquis', la torque, il collare d'oro simbolo di valore militare.
Il 15 maggio, in memoria di San Torquato, vescovo di Guadix ed evangelizzatore della Spagna.
È un antico cognomen romano legato a Tito Manlio Torquato, che strappò la collana a un guerriero gallo sconfitto.
Per Torquato Tasso, autore della 'Gerusalemme liberata', tra i massimi poeti del Cinquecento italiano.
È molto raro e quasi in disuso, scelto da chi ama i nomi classici e desidera un'identità fuori dal comune.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.