Secondo viene dal latino Secundus, 'il secondo, il secondogenito': in origine un prenome romano legato all'ordine di nascita, poi diventato nome cristiano grazie ai numerosi santi Secondo, tra cui il martire patrono di Asti, festeggiato il 29 marzo.
Nonostante il significato 'in seconda posizione', è un nome che in Italia ha dato figure di primo piano: l'avvocato Secondo Pia, che nel 1898 scattò la prima fotografia della Sindone rivelandone il celebre negativo; o Secondo Casadei, il musicista romagnolo di 'Romagna mia', soprannominato lo 'Strauss della Romagna'.
Oggi Secondo è un nome desueto, dal sapore piemontese e ottocentesco, che profuma di bisnonni e di album di famiglia. Raro tra i nuovi nati, conserva però una dignità sobria e un fascino un po' fuori moda che a qualcuno, oggi, torna a piacere.
C'è una simpatica ironia nel nome Secondo: dice 'il secondo', eppure chi lo ha portato ha avuto spesso il talento di arrivare, di fatto, per primo. Nasce come prenome romano dell'ordine di nascita, ma la santità dei tanti martiri Secondo — su tutti il patrono di Asti — gli ha dato dignità e radici cristiane profonde.
Il carattere che l'immaginario gli attribuisce è quello dell'affidabile per eccellenza: una persona solida, leale, di parola, che non ha bisogno di stare in prima fila per contare. Secondo è chi tiene, chi non tradisce, chi c'è quando serve — la spalla su cui gli altri si appoggiano. La sua stabilità è quasi proverbiale, e la sua lealtà non conosce mezze misure.
Ma attenzione a scambiarlo per un gregario: come suggerisce giocosamente il suo numero 3, Secondo ha spesso un'anima creativa e socievole, una parlantina e un buonumore che lo mettono, malgrado il nome, al centro della scena. Pensiamo a Secondo Casadei, che con 'Romagna mia' ha fatto ballare generazioni intere, o a Secondo Pia, il fotografo che con un colpo di genio consegnò alla storia l'immagine della Sindone: nomi che, partendo dalla 'seconda posizione', hanno lasciato tracce di primo piano.
È il ritratto di una persona umile ma non anonima, misurata ma capace di sorprendere, che unisce concretezza piemontese e calore. Secondo non spinge per emergere: emerge lo stesso, per solidità e simpatia. E ha il pregio, sempre più raro, di non prendersi troppo sul serio pur facendo le cose sul serio.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Secondo non cerca la scintilla iniziale, ma la fiamma che resiste al vento. La sua natura di "secondo" non è mai stata una condanna alla penombra, ma una strategia di osservazione affinata. In amore, è l’ascoltatore magnetico, colui che legge tra le righe, che sa quando stare in silenzio per far emergere l’anima dell’altro. La sua seduzione è lenta, tattica, un’attrazione gravitazionale che non urla ma avvolge. Non ama i giochi superficiali; cerca una complicità profonda, quasi simbiotica, dove la lealtà è la valuta più preziosa. Ciò che lo stancherebbe? La superficialità e la fuga dalla responsabilità emotiva. Ha bisogno di una terra ferma, di una connessione che abbia radici storiche e spirituali, non solo passioni effimere. Il suo cuore batte al ritmo della costanza. Per Secondo, amare significa essere il porto sicuro, il punto di riferimento inarrestabile, colui che resta quando la tempesta svanisce. Cerca un’anima che non abbia paura della profondità, qualcuno disposto a costruire un’alleanza vera, fatta di sguardi complice e di silenzi condivisi. La sua passione è calda, ma controllata, come un fuoco che brucia dentro, non sulla pelle.
Dal latino Secundus, 'il secondo, il secondogenito': in origine un prenome legato all'ordine di nascita.
Soprattutto a san Secondo, martire e patrono di Asti, festeggiato il 29 marzo.
Il 29 marzo, per san Secondo di Asti.
Sì, come Secondo Pia, che fotografò per primo la Sindone, e il musicista Secondo Casadei di 'Romagna mia'.
Oggi è desueto, dal sapore ottocentesco, ma conserva una dignità sobria e un fascino retrò.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.