Abbondio è un nome che sa di generosità: dal latino Abundius, 'abbondante, ricolmo', esprimeva in origine l'augurio di una vita piena di beni e, per i cristiani, traboccante di grazia divina. È un nome antico, di età tardo-romana, oggi rarissimo ma carico di storia.
Il suo patrono è Sant'Abbondio di Como, vescovo colto e diplomatico del V secolo che ebbe un ruolo nelle grandi dispute teologiche dell'epoca: è il patrono principale di Como, festeggiato in Duomo con solennità il 31 agosto, mentre il calendario liturgico generale lo ricorda il 2 aprile.
Ma il nome deve gran parte della sua notorietà alla letteratura: Don Abbondio, il curato pavido e indimenticabile de 'I Promessi Sposi' di Manzoni, ha impresso 'Abbondio' nell'immaginario di ogni studente italiano. Un'associazione a doppio taglio, ironica e affettuosa, che rende il nome unico. Oggi Abbondio è quasi scomparso tra i neonati, ma resta un piccolo tesoro di cultura lombarda e manzoniana.
Abbondio nasce da un augurio di pienezza — abundans, colmo di beni — e chi lo porta sembra avere una naturale propensione alla generosità e all'accoglienza: è di quelli che riempiono la tavola, la casa e le conversazioni, che danno senza contare e che detestano la spilorceria in ogni sua forma. C'è in questo nome un calore antico, quasi patriarcale, da persona che considera la vita una cosa da condividere.
Sul carattere di Abbondio pesa però, con affettuosa ironia, l'ombra del Don Abbondio manzoniano: quel curato timoroso che davanti ai bravi si scopre 'come un vaso di terracotta'. È un contrappunto scherzoso che regala al nome un sorriso: chi si chiama Abbondio conosce bene la battuta e di solito ha imparato a giocarci, sviluppando un'autoironia disarmante. Anzi, spesso reagisce diventando il contrario del suo omonimo letterario: coraggioso proprio per smentirlo.
Dall'altra parte c'è Sant'Abbondio di Como, vescovo dotto e diplomatico, che aggiunge al ritratto una vena di intelligenza mediatrice: Abbondio sa parlare con tutti, cucire rapporti, smussare i conflitti con pazienza. Non è un tipo aggressivo, ma sa farsi valere con le parole giuste al momento giusto.
Generazionalmente il nome profuma di Lombardia d'altri tempi, di paesi affacciati sul lago e di tradizioni solide. Chi si chiama Abbondio oggi è una rarità preziosa, e questo gli dà un carattere fuori dagli schemi, un po' anticonformista per forza di cose. Caloroso, ospitale, spiritoso e più tenace di quanto la letteratura suggerisca: Abbondio è l'amico dal cuore grande che ti fa sentire, sempre, il benvenuto.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Abbondio non ama i giochi di potere, ma la pienezza. Nel letto, la sua natura latina si traduce in una generosità quasi sovrabbondante, un flusso continuo dove il dare e il ricevere si confondono in un’orgia di sensazioni. Non è un cacciatore avido, ma un raccoglitore attento; sa che la vera seduzione risiede nella cura, nel riempire ogni vuoto con una presenza tangibile, calda, quasi avvolgente. La sua grazia cristiana si trasforma in una dolcezza carnale che sa di pane appena sfornato e vino nuovo. Tuttavia, la sua fame di bene può diventare una gabbia dorata: si stacca rapidamente dalle anime secche, dai rapporti sterili che non offrono nutrimento all’anima né stimolo al corpo. Cerca l’intersezione tra il sacro e il sensuale, un’amante che vuole essere colmo, non un vuoto da riempire per disperazione. Per lui, amare significa espandersi, travolgere con una tenerezza che sa di eternità, cercando nello sguardo dell’altro lo specchio di una ricchezza infinita che solo il contatto fisico può tradurre in realtà.
Dal latino Abundius: 'abbondante, ricolmo, ricco di beni', e in senso cristiano colmo di grazia.
Il 2 aprile per Sant'Abbondio di Como nel calendario generale; a Como si celebra solennemente il 31 agosto. Alcuni calendari indicano anche il 14 aprile.
Soprattutto per Don Abbondio, il curato dei 'Promessi Sposi' di Manzoni, uno dei personaggi più celebri della letteratura italiana.
Un vescovo del V secolo, dotto e diplomatico, patrono principale della città di Como.
Molto raramente: oggi è quasi in disuso tra i neonati, ma resta legato alla cultura lombarda e manzoniana.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.