Simplicio deriva dal cognomen latino Simplicius, dall'aggettivo simplex, 'semplice, schietto, senza doppiezza'. Nella tradizione cristiana il significato assume una sfumatura evangelica: la semplicità dei 'poveri in spirito', il candore di chi è puro di cuore.
Il nome è legato a papa san Simplicio, pontefice dal 468 al 483, festeggiato il 10 marzo, ma anche a san Simplicio martire, patrono di Olbia e dell'intera Gallura, in Sardegna, dove il nome è ancora ben vivo.
Oggi Simplicio è un nome molto raro in Italia, dal sapore antico e quasi monastico. Curiosamente porta anche un'eco filosofica: Simplicio era il nome di uno dei personaggi del Dialogo sopra i due massimi sistemi di Galileo, oltre che di un importante commentatore di Aristotele tardo-antico. È un nome per pochi, che comunica trasparenza, mitezza e una dignità sobria d'altri tempi.
Simplicio non è un uomo da sottovalutare per la sua apparente passività. Portatore del *nomen* latino Simplicius, incarna l'essenza purificata di *simplex*: una schiettezza disarmante, priva di quella doppiezza che corrode le anime moderne. È un archetipo esistenziale, un moderno San Francesco dei laici, che sceglie la povertà di mezzi per arricchire la sostanza. Il suo ideale direttore è la Verità Nuda; non cerca l'applauso, ma la coerenza. Vivere come se nulla potesse corrompere la purezza dell'intenzione. Come disse Kierkegaard, "la vita può essere compresa solo guardando indietro, ma deve essere vissuta guardando avanti"; Simplicio vive questo paradosso con una grazia naturale, ignorando i filtri sociali. Il suo tratto dominante è l'onestà brutale, quella che ferisce ma libera. Non è ingenuità, è una scelta etica radicale. In un mondo di specchi deformanti, lui è una finestra aperta. La sua forza sta nella resistenza silenziosa alla complessità inutile. È l'uomo che non mente, nemmeno per comodità, perché la menzogna è un peso che rifiuta di portare. La sua semplicità è un'arma di distruzione di massa per le ipocrisie altrui.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
In amore, Simplicio non gioca a nascondere, non usa stratagemmi. La sua seduzione è un atto di nudità emotiva: ti guarda negli occhi e ti offre il cuore senza corazza. Ama con una fame sensuale e spirituale allo stesso tempo, cercando l'anima gemella che sappia apprezzare il silenzio tra le parole. Non sopporta i giochi di potere, le manovre strategiche o le doppie personalità; per lui, la finzione è una morte lenta. Si innamora della trasparenza, della capacità di una donna di essere vera, fragile e forte senza maschere. La passione per lui è un incontro di terre fertili, non una battaglia. Ciò che lo allontana istantaneamente è la manipolazione, la recita continua. Cerca un'intimità che sia anche santuario, dove il corpo e lo spirito si parlano la stessa lingua. Ama con devozione, ma se sente un tradimento alla purezza del legame, secca come un ramo morto. Non chiede troppo, ma esige tutto: autenticità totale. Per lui, il sesso è la preghiera finale della sincerità condivisa.
'Semplice, schietto, senza doppiezza', dal latino simplex; in chiave cristiana, la semplicità dei puri di cuore.
Il 10 marzo, per papa san Simplicio; in Sardegna si celebra anche san Simplicio martire, patrono di Olbia.
È latina, dal cognomen Simplicius.
È molto raro oggi, più presente in passato e ancora legato alla tradizione sarda.
Sì, Simplicio è un personaggio del celebre Dialogo di Galileo Galilei.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.