Octave ci arriva direttamente dall'antica Roma: il gentilizio Octavius deriva da octavus, «ottavo», nome che le famiglie romane attribuivano all'ottimo nato. È anche il nome portato dal giovane Ottavio prima che diventasse l'imperatore Augusto. Sul versante cristiano, sant'Octave è un soldato della legione tebea, martirizzato a Torino nel III secolo insieme ai suoi compagni Soluteur e Adventeur per aver rifiutato di adorare gli idoli; si festeggiano il 20 novembre e sono patroni di Torino.
Il nome proprio ha una bella patina letteraria: Octave è l'eroe malinconico de «La confessione di un figlio del secolo» di Musset, e si pensa anche allo scrittore Octave Mirbeau. A lungo disusato, fa parte di questi nomi retrò-chic che i genitori riscoprono con delizia.
Oggi, Octave evoca un'eleganza d'altri tempi, un fascino da aristocratico colto, un pizzico di dandy. È un nome proprio che ha stile e carattere, allo stesso tempo vintage e raffinato, molto in voga nel rinnovamento dei nomi «all'antica».
Octave ha il fascino delle cose un po' rare. Questo nome proprio che odora di Roma antica e dei salotti del XIX secolo porta in sé un'aria da dandy colto: curioso di tutto, lo spirito vivace, un gusto pronunciato per la bella lingua e le idee ben costruite. Il suo umore è fine, spesso velato di dolce ironia, e la sua fantasia affiora in mille dettagli — una passione inaspettata, una collezione, uno stile vestimentario curato che non deve nulla al caso. Lo si vedrebbe volente come erede degli Octave della letteratura, queste anime romantiche e colte alla Musset.
Dietro l'eleganza, c'è una vera indipendenza di spirito. Octave non ama seguire il gregge; si forgia le proprie opinioni e coltiva un giardino interiore tutto suo. La sua energia non è quella dello scattista ma del maratoneta raffinato: avanza al suo ritmo, con costanza e una stabilità che rassicura. Ambizioso senza essere un carriereista, punta all'eccellenza piuttosto che al riconoscimento rumoroso — il nome proprio dell'«ottavo», discreto per etimologia, non ha mai avuto bisogno di fare rumore per esistere.
Generazionalmente, Octave incarna il grande ritorno del retrò-chic: riscoperto da genitori in cerca di un nome proprio che abbia allure e memoria. A immagine di sant'Octave, il legionario fedele alle sue convinzioni fino al martirio, c'è in lui un fondo di lealtà e rettitudine, una fedeltà ai principi che non tradisce. Sociabile ma mai invadente, divertente senza essere un pagliaccio, singolare senza essere eccentrico, Octave è di quegli uomini che non si dimenticano dopo una conversazione. Un fascino atemporale, in sintesi.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Octave porta in sé una geometria sacra, quella dell'ottavo giorno, quello che chiude un ciclo per aprirne un altro. In amore, non è dell'impulso grezzo, ma della misura precisa. La sua seduzione è una danza lenta, un ballo in maschera dove osserva prima di toccare. Non si lancia a testa bassa; valuta, sente la risonanza. Ciò che lo cattiva è la complessità strutturata, lo spirito che sa contare le sue parole e i suoi gesti. Cerca una partner che sia allo stesso tempo musa e architetto, capace di costruire cattedrali emotive con lui. Al contrario, nulla lo stanca più in fretta della precipitazione vuota o della ripetizione banale. Ha bisogno di questo spazio sacro tra due respiri, questa pausa dove il desiderio matura. Ama con un'intensità contenuta, quasi matematica nella sua fedeltà, ma di una sensualità che tocca l'anima tanto quanto il corpo. Per lui, amare è un arte di essere al proprio posto, esattamente dove serve, all'ottavo grado della passione.
Significa «l'ottavo», dal latino octavus — il nome dell'ottimo bambino nelle famiglie romane.
Il 20 novembre, giorno di sant'Octave, martire di Torino insieme ai suoi compagni Soluteur e Adventeur.
Sì, il futuro imperatore Augusto si chiamava Octave (Octavius) prima della sua ascesa al potere.
A lungo disusato, sta conoscendo una vera rinascita in Francia nell'onda dei nomi retrò-chic.
Tavou, Tave, Octo, o l'italiano Ottavio.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.