Jordi è la forma catalana di Jorge, e pochi nomi sono così legati all'identità. Deriva dal greco Geórgios, 'colui che lavora la terra', ma la sua anima è legata alla leggenda di Sant Jordi, il cavaliere che ha sconfitto il drago. Secondo la tradizione, un cespuglio di rose rosse nacque dal sangue del drago, e il santo ne offrì una alla principessa.
Il 23 aprile, giorno di Sant Jordi, è la grande festa della Catalogna: le strade si riempiono di bancarelle di rose e libri, in una celebrazione d'amore e cultura che coincide con la Giornata mondiale del libro. Questo giorno rende Jordi un nome profondamente radicato, quasi un emblema.
È stato portato con splendore dal musicista Jordi Savall, dal calciatore Jordi Alba, o dall'attore Jordi Mollà. Oggi, Jordi suona vicino, caldo e pieno di carattere, un nome dalle radici salde e dalla fierezza della terra.
Jordi porta la terra nel suo nome e nel suo carattere. La sua origine — 'colui che lavora la terra' — e il suo status di icona catalana gli conferiscono un tratto dominante chiaro: la lealtà, molto alta, quella di qualcuno dalle radici salde che non le abbandona mai. Un Jordi è leale verso il suo popolo, la sua terra, i suoi principi; sa da dove viene e ama che questo venga notato. C'è in lui una fierezza calma di appartenenza che si traduce in impegno e promessa mantenuta.
Dal cavaliere santo, eredita una natura coraggiosa e protettiva: un'energia notevole, una buona indipendenza, e un desiderio di combattere contro qualsiasi drago si presenti, che sia letterale o quotidiano. Ma non è un guerriero solitario; la sua numerologia indica un 2 di connessione, e questo lo umanizza: Jordi lavora in squadra, si occupa delle relazioni, e celebra — come la propria festa — l'amore e la cultura. Il fatto che il suo giorno venga celebrato offrendo rose e libri dice molto: è un nome che combina coraggio e sensibilità, spada e versi.
Socievole e dotato di un senso dell'umorismo vicino, è simpatico senza sforzo. Ha i piedi per terra — stabilità solida — e un gusto per le cose ben fatte, autentiche e tradizionali. Non ama i gesti spettacolari o stare sotto i riflettori: preferisce l'apprezzamento sincero dei suoi cari.
Il suo lato negativo: questa lealtà verso ciò che è suo può diventare testardaggine, e questo radicamento, una certa resistenza verso lo straniero o il cambiamento di idea. Quando un Jordi si chiude, è difficile farlo muovere. Ma quando si apre, è l'amico caro, quello che appare con la rosa e il libro, quello che difende i suoi con la lealtà di un cavaliere leggendario.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Jordi non è un conquistatore di corti, ma un giardiniere dell'anima. Il suo amore è una cultura esigente, dove non si coglie nulla senza aver prima arato la terra. Seduttore discreto, attira con la sua stabilità, quell'odore terroso e rassicurante del vero. Non cerca il fiore raro ed effimero, ma la radice profonda, quella che sopravviverà alla siccità. D'altra parte, attenzione: la timidezza intellettuale o la negligenza delle basi lo irritano nel profondo di sé. Non ama i bellimbusti che non piantano nulla. Nell'intimità è tattile, presente, radicato. Vuole sentire il calore dell'altro contro il proprio, come due solchi che si incontrano. Se cercate la passione sfrenata e caotica, passate oltre. Se desiderate una complicità che cresce giorno dopo giorno, paziente e sincera, allora avete trovato la vostra terra fertile. Ma non dimenticate: da Jordi, l'amore si coltiva, non si subisce. È un patto di fiducia, arato insieme.
È la forma catalana di Jorge: 'colui che lavora la terra', derivato dal greco Geórgios.
Il 23 aprile, la festa della Catalogna dove si offrono rose e libri in regalo.
Sì, Jordi è la forma catalana di Jorge (George in inglese, Georges in francese).
La rosa proviene dalla leggenda del drago; i libri, perché il 23 aprile coincide con la Giornata mondiale del libro.
È molto legato all'identità della Catalogna, sebbene sia conosciuto e apprezzato in tutta la Spagna.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.