Charles è un nome di sangue reale. Derivato dal germanico 'karl' (l'uomo libero), fu portato e reso illustre da Carlo Magno — Carolus Magnus — al punto che il suo nome divenne la parola per 're' nelle lingue slave (kral, król). Dieci re di Francia lo indossarono poi, da Carlo il Calvo a Carlo X, cucendogli addosso un'aura di corona e continuità dinastica.
Dal punto di vista del calendario, la festa di San Carlo del 2 marzo onora Carlo il Buono, conte di Fiandra assassinato per la sua integrità, mentre il 4 novembre celebra san Carlo Borromeo, grande riformatore della Chiesa. Due figure di dovere e rigore che si adattano bene all'immagine del nome.
Oggi, Charles respira l'eleganza classica e un chic un po' aristocratico, senza essere polveroso: portato da Aznavour o Baudelaire, mantiene una nota d'artista. È un nome che attraversa le mode con la tranquilla sicurezza di chi non ha nulla da dimostrare, e il suo diminutivo 'Charlie' gli offre un lato pop e birichino.
Charles porta il suo nome come si porta un tailleur ben tagliato: con una prestezza naturale che non ha bisogno di urlare né di forzare. Erede simbolico di dieci re e di Carlo Magno, emanava un'autorità tranquilla — l'ambizione c'è, alta (8/10), ma avanza in abito tre pezzi, mai spingendo con i gomiti. È un costruttore a lungo termine: la stabilità (7) e un marcato senso di indipendenza (8) ne fanno qualcuno che traccia la propria strada senza chiedere il benestare degli altri, fedele all'etimologia dell'uomo libero.
La sua lealtà è il suo grande lusso (8/10): Charles non si offre a tutti, ma quando vi adotta, è solido, alla de Gaulle, di parola data. Si sente in lui la rigore dei santi Carlo — il Buono e il Borromeo, uomini di dovere — ma addolcito dalla vena artistica di un Aznavour o di un Baudelaire che vaga nel nome. La fantasia e la sensibilità dichiarate restano discrete (4/10 ciascuna): Charles non espone i suoi stati d'animo, preferisce la padronanza a sfogo, e un umorismo asciutto (5) alla battuta facile.
Questo lato un po' riservato potrebbe farlo passare per distante, ma è soprattutto un uomo che economizza i suoi effetti. Non ha un grande bisogno di attenzione (5): la sua presenza basta, alla maniera di 'Charlot' che fa passare tutto attraverso il gesto piuttosto che con il fracasso. In amicizia come in amore, si perdona volentieri la sua riservatezza per la costanza che offre in cambio. Charles, è il nome di quelli che invecchiano bene — più l'andatura prende la patina, più ha fascino.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Sotto la bandiera della sua nobiltà germanica, Charles affronta la seduzione con la gravità di un re e la foga di un guerriero. Non corre dietro ai cuori; li conquista. La sua forza di carattere, questa virilità antica inscritta nella sua etimologia, fa di lui un amante intenso, radicato, che cerca una partner capace di sostenere il suo sguardo senza piegarsi. È attratto dall'autenticità grezza e dallo spirito libero, queste qualità che risuonano con il suo stesso bisogno di indipendenza. Ma attenzione: il suo orgoglio può virare all'arroganza. Ciò che lo stanca rapidamente è la fragilità finta o la dipendenza emotiva eccessiva. Charles vuole un'uguaglianza di forza, una fiamma che non si spegne alla prima prova. Ama con una determinazione quasi terrificante, offrendo una protezione solida ma esigendo una lealtà senza macchia. Per lui, l'amore non è un gioco, è un patto sacro. Se vi sceglie, avrete un partner fedele, protettivo, ma che non accetterà mai che si metta in dubbio il suo valore o il suo onore. La sensualità di Charles è quella della quercia: robusta, perenne, ma che non si piega mai sotto la tempesta.
Charles viene dal germanico 'karl', che significa 'uomo libero' o 'uomo virile', latinizzato in Carolus. Carlo Magno lo rese famoso in tutta l'Europa.
Significa 'uomo libero', 'uomo virile' o 'valoroso', un'idea di forza e indipendenza ereditata dal mondo germanico.
Il calendario francese festeggia i Charles il 2 marzo, giorno di san Carlo il Buono. San Carlo Borromeo è celebrato il 4 novembre.
Sì, dieci re di Francia si sono chiamati Charles, senza contare Carlo Magno e numerosi monarchi europei: è un nome profondamente dinastico.
I più comuni sono Charlie, Charly e Charlot, quest'ultimo associato a Charlie Chaplin.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.