Augustine è la forma femminile di Augustin, a sua volta derivato dal latino augustus, « il venerabile, il maestoso » — un aggettivo così prestigioso che Roma ne fece un titolo imperiale. Dietro il nome si staglia la figura imponente di sant'Agostino d'Ippona, gigante del pensiero cristiano, le cui Confessioni hanno plasmato la cultura occidentale. La festa del 27 maggio si riferisce più precisamente a sant'Agostino di Canterbury, evangelizzatore dell'Inghilterra.
In Francia, Augustine visse i suoi grandi momenti nel XIX secolo: era il nome delle nonne, quello che si ricamava sui corredi e che si incideva sugli annunci di nascita della Belle Époque. A lungo relegato tra i nomi del passato, oggi torna in auge grazie alla tendenza rétro-chic che ridà vita ai nomi delle nostre bisnonne.
Oggi, Augustine conquista le famiglie in cerca di un nome antico e distinto, con quel piccolo tocco di anima antiquato e il dolce vezzeggiativo « Tine » o « Gustine ». Un nome che porta la sua maestà senza mai prendersi troppo sul serio.
Augustine porta nella sua etimologia una maestà tranquilla: « la venerabile ». Non c'è nulla di sorprendente nel attribuirle una presenza naturale, quella postura di chi viene ascoltato senza dover alzare la voce. Erede lontana di sant'Agostino, quel cercatore dell'assoluto che trasformò le sue erranze in saggezza, Augustine ha spesso qualcosa di riflessivo, una profondità che affiora sotto una conversazione leggera.
È un nome di nonna rivisitato, e ne conserva il meglio: il senso della trasmissione, l'attaccamento ai propri cari, una lealtà a tutta prova. Ci si immagina facilmente Augustine custode delle tradizioni familiari, colei che conosce le ricette e le aneddoti, ma con uno sguardo malizioso e una modernità che sfata lo stereotipo della nonna in toni sepia. Perché dietro la dignità si nasconde un vero temperamento: Augustine sa ciò che vuole, avanza al suo ritmo e non si lascia urtare.
Il suo ritorno in grazia tra i giovani genitori le dona una doppia personalità gustosa: il fascino antiquato del nome in pizzo e l'energia fresca di colei che lo porta oggi. Diminuita in « Tine » o « Gus », diventa subito complice, calorosa, divertente. Augustine coltiva un arte discreta: quella di sembrare saggia mantenendo una fantasia tutta sua, un pizzico di follia che emerge quando meno te lo aspetti. Solida, fedele, dotata di un umorismo sottile, ispira fiducia e dà voglia di confidarle i propri segreti — li custodirà, ovviamente, con la costanza di una venerabile.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Sotto il nome di Augustine, l'amore non è una follia effimera, ma un rito sacro. Venerabile e maestosa, affronta la seduzione con una grazia carica di significato, come un'imperatrice che concede i suoi favori. Non corre dietro alle passioni banali; le lascia avvicinare, imponendo una lentezza carnale che fa tremare l'anima tanto quanto il corpo. La sua sensualità è un velluto pesante, una carezza che segna, che consacra.
Attira coloro che rispettano la profondità, coloro che sanno che il desiderio è anche una forma di venerazione. Al contrario, ciò che la stanca irrimediabilmente è la leggerezza superficiale, l'insolenza senza fondo, la frivolezza che profana l'intimità. Augustine cerca un'anima capace di portare il peso della maestà, un partner che non cerchi di domarla, ma di coccolarla con una devozione quasi religiosa. Per lei, amare è un atto di consacrazione: una volta scelta, la parte data è totale, integra, indissolubile. Non ci sono mezze misure, solo il sacro o il vuoto.
Augustine è la forma femminile di Augustin, derivante dal latino augustus che significa « venerabile, maestoso ». È un nome di origine latina e tradizione cristiana.
Significa « la venerabile, la maestosa, la consacrata », dalla stessa parola latina che diede il titolo di « augusta » agli imperatori romani.
Il 27 maggio, in memoria di sant'Agostino di Canterbury. Si festeggiano talvolta anche il 28 agosto, giorno di sant'Agostino d'Ippona.
Molto popolare nel XIX secolo, era caduto in disuso ma sta tornando con forza grazie alla moda dei nomi retrò e vintage.
La si chiama affettuosamente Tine, Gus, Gustine o Titine.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.