Wilder è un cognome che si è trasformato in un nome proprio e porta con sé lo spirito dei vasti spazi aperti del suo significato letterale: indomito, libero, un po' avventuroso. Le sue radici risalgono alla parola dell'inglese antico e germanico 'wild', utilizzata inizialmente come soprannome e poi come cognome familiare in Inghilterra e nelle terre di lingua tedesca. Per la maggior parte della sua storia, ha vissuto sul retro di una maglietta o in una cassetta della posta, non su un atto di nascita.
Negli Stati Uniti, prende in prestito il calore dei suoi portatori amati: Laura Ingalls Wilder, i cui libri di 'Little House' (Piccola casa nella prateria) hanno conferito al nome un alone pionieristico della prateria, e il drammaturgo Thornton Wilder di 'Nostra Città'. Questo retaggio fa sì che Wilder si senta allo stesso tempo ruvido e letterario.
Oggi, Wilder è uno dei nomi maschili statunitensi in più rapida ascesa, un preferito dai genitori che cercano qualcosa di ispirato alla natura, cinematografico e silenziosamente ribelle senza essere duro. Si legge come sicuro e dallo spirito libero, il tipo di nome che suona altrettanto a suo agio su un bambino piccolo, un alpinista o un romanziere.
Wilder porta il suo significato alla vista: questo è un nome che suona come campo aperto, falò e un orizzonte che nessuno ha ancora recintato. Costruito sulla parola antica per 'indomito', sprigiona una fiducia avventurosa e semplice, l'aura di qualcuno che preferirebbe essere fuori piuttosto che dentro, che tratta una porta chiusa come un suggerimento. Non c'è nulla di timido in Wilder, tuttavia, la ruvidezza si ammorbidisce grazie ai suoi padrini letterari. Laura Ingalls Wilder le presta una semplicità calda e narrativa; Thornton Wilder una linea riflessiva e osservatrice; Gene Wilder una scintola comica birichina. Insieme mantengono il nome dal cadere nel puro ardire, suggerendo invece un carattere che è audace ma di buon umore, energico ma gentile. Come nome proprio statunitense appena coniata, Wilder si sente distintamente della sua generazione: i genitori che lo hanno scelto cercavano individualità, natura e un tocco di freschezza cinematografica, quindi il nome porta con sé l'aspettativa di spiccare un po' tra la folla. Ti immagini un Wilder curioso e indipendente, veloce nell'esplorare, lento a essere addomesticato, con un nucleo leale sotto l'esterno di libero vagabondaggio. È l'amico che suggerisce il viaggio in auto, il bambino che nomina ogni costellazione, l'adulto che conserva un po' della meraviglia dell'infanzia in tasca. L'instabilità è il lato oscuro, una tendenza a inseguire la prossima cresta prima di finire l'ultima scalata, ma anche questo si legge come vitalità invece che frivolezza. In definitiva, Wilder promette energia, calore e un rifiuto di essere ordinario, un nome per qualcuno che vive una taglia più grande della stanza in cui si trova.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Wilder non corteggia; conquista. Il suo affetto è una forza primordiale, indomita dalle norme sociali o dalle delicate cortesie. Seduce attraverso un'autenticità pura e magnetica, attirando le coppie in un tourbillon di emozione grezza e connessione istintiva. È attratto dai feroci, dagli indipendenti, da quelli che eguagliano il proprio spirito selvaggio e indomito con fuoco uguale. Una coppia docile lo annoia fino alle lacrime; anela un amante che sia una preda degna, qualcuno che possa stare fermo contro la sua presenza travolgente. Una volta impegnato, la sua lealtà è profonda e radicata come il antico suolo germanico da cui sgorga il suo nome. Tuttavia, si annoia facilmente con la routine, la prevedibilità e la stagnazione emotiva. Ha bisogno di una passione che si senta pericolosa, un amore che respiri con il vento selvaggio. Non è interessato a romanzi morbidi e decrescenti; vuole un incendio che bruci caldo e brillante. Se cerchi sicurezza, cerca altrove. Se aneli a un amore che sia viscerale, intenso e ferocemente vivo, Wilder offre un'esperienza indimenticabile, lasciandoti per sempre cambiato dalla tempesta della sua devozione.
Proviene dalla parola germanica e dall'inglese antico 'wild', che significa indomito o selvaggio, ed era originariamente un cognome o un soprannome.
No. Wilder non ha un santo patrono né un giorno del nome tradizionale; è un nome proprio derivato da un cognome moderno.
Si usa principalmente per bambini negli Stati Uniti, anche se occasionalmente appare per bambine come un nome neutro della natura.
Si adatta alla tendenza dei nomi di pila avventurosi, della natura e dei cognomi, aiutato dalle sue associazioni letterarie con Laura Ingalls Wilder e Thornton Wilder.
È iniziato come un cognome familiare inglese e tedesco prima di passare all'uso di nome proprio statunitense nei secoli XX e XXI.