Susana è un nome floreale e luminoso: deriva dall'ebraico Shoshannah, «giglio» o «margherita», simbolo di purezza e bellezza. La sua storia affonda le radici nella Bibbia, con la celebre Susana del Libro di Daniele, ingiustamente accusata da due anziani e salvata grazie alla sagacia del giovane profeta, una scena dipinta da Rembrandt, Rubens o Artemisia Gentileschi.
Il cristianesimo lo consacrò inoltre con Santa Susanna, vergine e martire romana. In Spagna e in America Latina è stato un nome molto amato per tutto il XX secolo, con una forza speciale negli anni '60 e '70, quando suonava fresco ed elegante.
Oggi è percepito come un nome caldo, femminile e un po' classico, con un fascino retrò. Evoca simpatia e vicinanza, rafforzato da figure molto popolari del mondo dello spettacolo ispanico come Susana Giménez o Susana Zabaleta, che le conferiscono un'aria spigliata e luminosa.
Susana non è un nome, è una promessa di purezza incrollabile, nata dalla *Shoshannah* ebraica, quel giglio sacro che si erge su acque torbide senza maciare i suoi petali. Il suo carattere è un'architettura di eleganza silenziosa e resistenza floreale. Non cerca il caos, ma l'armonia di un giardino ben curato; possiede quella freddezza calcolatrice della margherita, che sa che la bellezza è anche una forma di difesa. Come la figura di Susana nella tradizione biblica, custodisce un segreto incrollabile sotto lo sguardo accusatorio della società, trasformando l'ingiustizia in una dignità stoica. Non è esplosiva, è persistente. Il suo ideale direttivo è l'integrità immacolata; crede che la verità, come il gambo del giglio, alla fine riesca sempre ad attraversare la pietra. Ha quella grazia letale delle muse classiche: apparentano delicatezza, ma la loro radice è profonda e difficile da strappare. Non si piega sotto la pressione, semplicemente fiorisce nell'inverno dell'anima, ricordando a chi le sta intorno che la dolcezza è la forma più alta di forza.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
In amore, Susana non corre, si avvicina. La sua seduzione è un profumo sottile, un tocco di seta che cattura prima della forza bruta. Non ha bisogno di gridare per essere desiderata; la sua presenza riempie la stanza con quella calma magnetica di chi conosce se stesso. Cerca una connessione che sia pura quanto il suo nome, fugge dai drammi teatrali e dai giochi sporchi. È attratta dallo sguardo sereno, dall'intelligenza che non ha bisogno di alzarsi per imporsi. Tuttavia, la sua pazienza è traditrice: se rileva falsità o mancanza di rispetto verso la sua integrità, si chiude come un fiore di Natale all'alba, freddo e definitivo. Non perdona la mancanza di trasparenza. Ama con la devozione di chi offre un giardino privato, esclusivo e curato con premura. Ma attenzione, perché la sua lealtà è assoluta e il suo distacco, quando arriva, è così pulito e definitivo come la caduta di un petalo bianco su marmo freddo.
Significa «giglio» o «margherita». Deriva dall'ebraico Shoshannah, simbolo di purezza e bellezza.
Si celebra l'11 agosto, giorno di Santa Susanna, vergine e martire di Roma.
Una donna giusta del Libro di Daniele, accusata falsamente da due anziani e salvata dalla saggezza del profeta Daniele. È simbolo di innocenza.
È stato molto popolare in Spagna e in America Latina negli anni '60 e '70, anche se non è mai scomparso.
Sì: Suzanne in francese, Susan in inglese, Susanna in italiano e tedesco.