Rossella è un nome interamente italiano, nato come diminutivo dell'antico Rossa, cioè 'dai capelli rossi', dal latino russus. Non ha una santa di riferimento —è un nome adespota—, ma questo non le ha impedito di conquistare intere generazioni.
Il suo successo esplode nel secondo dopoguerra grazie al cinema: Rossella O'Hara, protagonista di 'Via col vento' (nell'originale Scarlett), diventa nell'immaginario italiano il simbolo della donna indomita, quella della celebre 'Domani è un altro giorno'. Da qui il nome si carica di grinta, passione e fascino, una miscela che continua a piacere.
Oggi Rossella si percepisce come calda, vivace e un po' vintage nel senso migliore: odora degli anni sessanta e settanta, di showgirl e attrici, ma rimane immediata e simpatica. Chi lo porta si associa a temperamento, energia e a un carattere che difficilmente passa inosservato.
Rossella è un tourbillon di fuoco vivo, un'anima che porta il colore della passione non solo nel nome, ma nell'essenza stessa dell'essere. Derivando dall'antico *Rossa* e dal latino *russus*, non è una rosa timida, ma una fiamma che danza con audacia, simile all'istinto selvaggio di Medea o alla creatività incandescente di Frida Kahlo. Il suo tratto dominante è l'imprevedibilità: una forza vitale che rifiuta la monotonia, cercando sempre di lasciare un'impronta indelebile. Come affermava Oscar Wilde, "La vita imita l'arte molto più di quanto l'arte imiti la vita", e Rossella incarna questa verità trasformando ogni gesto quotidiano in un'opera d'arte spontanea. Non è una donna che si adatta; è lei a modificare l'ambiente con la sua presenza vibrante. La sua natura, definita "piccola rossa", nasconde una resilienza monumentale: un cuore che batte all'unisono con i ritmi più intensi dell'esistenza, rifiutando la mediocrità e abbracciando la bellezza grezza e autentica del mondo.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
In amore, Rossella non cerca la tenera complicità domestica, ma lo scoppio elettrico, il momento in cui lo sguardo diventa tatto. Ama con una sensualità immediata, dove il bacio è una dichiarazione di guerra contro la noia. La sua seduzione è un gioco di sguardi ardenti, un'arte sottile che cattura l'altro senza reti, invitandolo a perdere il controllo. Le attirano le menti complesse, quelle che sanno sostenere il calore di una passione senza bruciarsi; le risulta noioso e asfissiante il prevedibile, la routine affettiva che spegne la scintilla. Non le interessano le carezze tiepide, ma la confusione creativa che nasce dall'incontro di due volontà forti. Ama chi le sta accanto non per riempire il vuoto, ma per accrescere il suo già vasto universo. Se l'amore si trasforma in una gabbia dorata, lei la rompe con grazia felina, preferendo la libertà di un amore intenso e breve a un'esistenza grigia e sicura.
È un diminutivo dell'antico nome Rossa, dall'aggettivo 'rosso', legato al colore dei capelli.
No, è un nome adespota; l'onomastico si può celebrare il 23 agosto (santa Rosa da Lima) o in Tutti i Santi, il 1º novembre.
La protagonista Scarlett O'Hara fu tradotta in italiano come Rossella O'Hara, lanciando il nome nel dopoguerra.
È imparentato: alcuni lo leggono come diminutivo di Rosa, altri come derivato autonomo di 'rossa'.
Soprattutto tra gli anni '50 e '70, a seguito del film e delle sue interpreti.