Philippe è un nome proprio di origine greca e di alta estrazione: Philippos, «l'amante dei cavalli», fu il nome del padre di Alessandro Magno, Filippo II di Macedonia. Adottato dal cristianesimo grazie all'apostolo Filippo, diventa poi un nome reale per eccellenza: sei re di Francia e altrettanti sovrani di Spagna lo hanno portato, fino all'attuale re dei belgi.
In Francia, Philippe ha conosciuto la sua età dell'oro a metà del XX secolo, tra gli anni '40 e '60, prima di lasciare il passo. Conserva l'immagine di un uomo maturo, sereno e affidabile: il nome dell'amico solido, dell'uomo dai principi fermi, dell'amico di sempre. Niente di appariscente: Philippe è serietà, costanza.
Il suo profumo rimane distinto e pragmatico allo stesso tempo. Si associa volentieri a figure di autorità tranquilla e talento (Noiret, Starck, Petit). Nome un po' vintage ai giorni nostri, incarna una generazione di costruttori discreti, più legati ai fatti che agli effetti scenici.
Philippe è la roccia pragmatica. Con una stabilità di 8 e un'indipendenza di 7, avanza al proprio ritmo, senza bisogno di convalidare le proprie scelte davanti alla folla; di fatto, il suo bisogno di attenzione è a terra (3). Si pensa alla calma tranquilla di un Philippe Noiret o al sangue freddo vertiginoso di Philippe Petit che cammina tra due torri: tra i Philippe, la sicurezza non fa rumore, cammina sul filo.
La sua fantasia è bassa (3), e lo accetta: Philippe non è l'uomo dei capricci né dei castelli in aria. Preferisce il concreto, il solido, il verificabile. Dove altri sognano, lui costruisce — in degno erede di quelle generazioni di costruttori degli anni '50 che hanno dato al nome il suo aroma di serietà. La sua ambizione (7) è molto reale, ma passa attraverso il lavoro e il metodo, mai attraverso il clamore.
Per quanto riguarda la sensibilità (4), Philippe è del tipo pudico e persino un po' quadrato: non espone le sue emozioni, il che può farlo passare per distante quando in realtà è semplicemente discreto. Il suo umore (5) è secco, di chi non ride, l'arte della battuta che cade proprio nel momento in cui non te lo aspetti. La sua lealtà (7) e la sua diplomazia (7) lo rendono l'amico fedele per eccellenza, colui che non ti lascia e che risolve i conflitti con una parola serena. Energia misurata (5), mantiene le distanze più che esaltarsi. In sintesi, un Philippe è un compagno solido come un purosangue a riposo: indipendente, affidabile, allergico alle apparenze. Gli devi una birra, e la berrà senza complicazioni.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Philippe non corre dietro ai cuori, li doma. Il suo approccio all'amore è quello del maestro cavallerizzo: un'eleganza nell'autocontrollo, una sensualità che non si impone, ma si fa valere per la forza tranquilla della sua presenza. Non cerca la sottomissione, cerca l'armonia, quel galoppo sincronizzato in cui due volontà libere decidono di avanzare nella stessa direzione. Ciò che lo attira è l'impeto, la vivacità di spirito, quella scintilla selvaggia che sa addomesticare senza soffocare. Ha bisogno di una partner che sia libera quanto lui, capace di tenere le redini senza mai cercare di domarlo. Invece, ciò che lo annoia rapidamente è la passività, quell'inerzia che soffoca la scintilla. Philippe ha bisogno di movimento, di sfida, di quella tensione erotica che fa vibrare l'aria tra due corpi. Gli piace che gli si resista con grazia, perché è in quella resistenza che nasce la vera passione. Per lui, amare è un'arte equestre: serve fiato, fiducia e, soprattutto, non perdere mai il controllo del proprio cavallo interiore.