27 agosto
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a santa Monica.
Donna del IV secolo, originaria di Tagaste in Numidia (attuale Algeria). Accompagnò la vita turbolenta del figlio, Agostino, con pazienza incrollabile, rifiutandosi di arrendersi a lui nonostante i suoi errori e le sue deviazioni. La sua perseveranza nell'educazione e nei legami familiari alla fine vide suo figlio calmarsi e cambiare vita.
Quello che resta: Impariamo qui che l'amore non si dichiara, ma si mantiene nel tempo, anche quando tutto sembra perduto. Questa tenacia affettiva è una forza capace di sminuire i conflitti più ostinati.
Mona si festeggia in Francia, negli Stati Uniti, in Spagna, in Brasile e in Germania il 27 agosto.
Mona è un nome corto, universale e bellamente ambiguo, poiché le sue radici si immergono in diverse culture allo stesso tempo. In arabo, « Mouna » evoca i desideri, le preghiere, le aspirazioni del cuore; in gaelico irlandese, Muadhnait significa « nobile »; e nel mondo cristiano, Mona funge da diminutivo di Monica — da qui la sua associazione con santa Monica di Ippona, madre di sant'Agostino, la cui festa si celebra il 27 agosto.
Questa pluralità fa di Mona un nome-passaporto, comodo ovunque: nel Maghreb, in Irlanda, in Scandinavia, in Italia. Evoca anche, irresistibilmente, la Gioconda — la « Monna Lisa » di Leonardo da Vinci —, conferendole un'aria di mistero ed eleganza senza tempo.
Oggi, Mona seduce per la sua modernità retrò: due sillabe arrotondate, una sonorità dolce e sicura, un'aria al tempo stesso vintage e moderna. È un nome che ricorda di essere nobile mantenendosi terribilmente accessibile.
Il nome « Mona » porta con sé un delizioso mistero, come il sorriso della sua celebre omonima dipinta da Leonardo da Vinci. Le sue radici multiple — l'arabo dei desideri, l'irlandese della nobiltà, il greco di santa Monica — fanno di esso un nome bivio, e la Mona tipica eredita da questa ricchezza una personalità difficile da incasellare. Singolare, un po' intricabile, rivendica con gusto la sua unicità.
Dal suo significato di «la nobile», trae un'eleganza naturale e una certa altezza di vedute: a Mona non piacciono né la volgarità né i compromessi mediocri. Ma questa distinzione non ha nulla di freddo; è accompagnata da una vera calore e da una sensibilità a fior di pelle. Attenta agli altri, fedele nell'amicizia, sa anche rifugiarsi in un giardino segreto che la sua numerologia in 7 viene a sottolineare — un gusto per l'introspezione, i libri, i pensieri che si prendono i loro tempi.
Le sue illustri omonime, la storica Mona Ozouf o la saggista Mona Chollet, tracciano un filo conduttore seducente: quello delle donne di testa, colte, indipendenti, che pensano con la propria testa e non temono di andare controcorrente. Nella Mona tipica si ritrova questa miscela di intelligenza e dolcezza, questa capacità di osservare prima di decidere.
Sotto la contenuta apparente si nasconde un grande senso della fantasia e un umore spesso ironico. Mona incuriosisce quanto tranquillizza: non si percepisce mai del tutto il suo sorriso, ed è proprio questo a fare il suo fascino. Nome breve ma denso, è di quelli di cui si ricorda — una presenza discreta e, tuttavia, impossibile da dimenticare.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Che cosa ne dice la scienza. L'effetto di un nome sul carattere è documentato, e diversi studi scientifici se ne sono occupati. Non mostrano che un nome contenga una personalità nascosta, ma che cattura l'attenzione, suscita aspettative sociali e modifica leggermente il modo in cui gli altri ci rispondono. Leggi il nostro articolo su cosa si fonda la psicologia dei nomi per saperne di più.
Mona, questa dualità fiammeggiante tra l'eleganza celtica e la mistica orientale, non ama i giochi effimeri. Per lei, l'amore è un voto sacro, una «Mouna» depositata con un'intensità quasi spirituale. Seduce con quell'aura di nobiltà greca che la rende al tempo stesso inaccessibile e irresistibilmente dolce. Ciò che la attira è la profondità dell'anima, quell'«unica» connessione che fa eco alla sua stessa esigenza di esclusività. Ma attenzione: se la routine o la superficialità si insediano, il suo fuoco irlandese-sacro si spegne in fretta. Si annoia rapidamente dei cuori leggeri, incapaci di comprendere che ogni carezza deve avere un senso, ogni sguardo una promessa mantenuta. Mona ama come si prega: con una devozione totale, sensuale e senza concessioni. Non cerca un amante, ma un testimone della sua anima. Se non sai onorare questo fervore, se ne andrà con la grazia tranquilla di chi sa di essere ancora l'unica.
La sua etimologia è incerta; solitamente si traduce come 'consigliera' o si relaziona al greco monos ('unica').
Il 27 agosto, festa di Santa Monica, madre di Sant'Agostino.
La madre di Sant'Agostino d'Ippona, celebre per aver pregato per anni fino a ottenere la conversione di suo figlio.
Di origine incerta, probabilmente greca (monos, 'unica') o nordafricana, legata alla terra natale della santa.
Delle madri e delle spose, per il suo esempio di pazienza e perseveranza.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.
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