Miguel è un nome celeste nel senso più letterale: designa l'arcangelo San Michele, il capo degli eserciti di Dio che, secondo la tradizione, sconfisse Lucifero. Proviene dall'ebraico Mikha'el, una domanda retorica — 'Chi è come Dio?' — che era il grido di guerra dell'arcangelo contro la superbia del demonio. È una di quelle radici che attraversano le tre grandi religioni monoteiste.
In Spagna il nome ha un peso culturale immenso, a partire da Miguel de Cervantes, autore del Don Chisciotte e padre della lingua castigliana, la cui giornata del libro si celebra il 23 aprile. La devozione per San Michele Arcangelo, festeggiato il 29 settembre (il 'Miguelón'), ha riempito la geografia di eremi in alto, poiché era associato alle cime e alla protezione.
Miguel suona robusto, nobile e profondamente spagnolo, con un punto guerriero e uno poetico allo stesso tempo. Il suo ipocoristico 'Miki' o il familiare 'Micky' lo modernizzano, mentre 'Miguel' intero conserva tutta la sua solennità. È un classico eterno, presente ugualmente nel calendario dei santi, nella letteratura e nelle canzoni popolari.
Miguel ha qualcosa di una fortezza in piedi: solido, tenace e di una affidabilità a prova di bomba. Il 4 numerologico e l'arcangelo guerriero che c'è dietro al nome si fondono in un carattere di grande stabilità (8) e lealtà (8) rocciosa. Miguel è quello che resiste, che sopporta, che non si piega quando arrivano i momenti difficili; quel temperamento di fondista che incarnò alla perfezione Induráin, pedalando impassibile verso cinque Tour consecutivi, definisce bene il suo modo di stare nel mondo.
Ma attenzione a ridurlo a puro muscolo: nel nome convivono il soldato e il poeta. Accanto alla fermezza batte una sensibilità (7) profonda, quella di Miguel Hernández che faceva versi dalla trincea, e una fantasia (6) più ricca di quanto appaia. La sua ambizione (7) è costante e lavoratrice, di quelle che costruiscono mattone su mattone invece di cercare il colpo grosso. L'energia (7) che dispiega è di lungo corso, resistente prima che esplosiva.
Nel rapporto, Miguel ha un umore (6) piuttosto sobrio e ironico, senza stridori, e di una diplomazia (5) diretta: preferisce la sincerità alla manovra. Abbastanza indipendente (6), non ha bisogno di essere al centro dell'attenzione né di applausi (besoin_attention 5) per sentirsi completo; gli basta fare le cose bene e avere i suoi vicini. È l'uomo su cui contare, l'amico inseparabile, quello che combatte per coloro che ama con la stessa determinazione con cui l'arcangelo ha affrontato il diavolo stesso. Nessuno come Miguel per sostenere il forte.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Miguel non cerca i luoghi comuni; cerca la verità nuda, quella che si rivela solo nell'intimità. Il suo nome, «Chi è come Dio?», porta con sé un peso teologico che si traduce in una passione intensa, quasi sacra. Non ama con superficialità; ama con la ferocia dell'arcangelo guerriero che protegge ciò che considera proprio. Nella seduzione è diretto, magnetico, con uno sguardo che sembra scrutare l'anima prima di toccare il corpo. È attratto dall'integrità, dalla forza di carattere e dalla lealtà incrollabile. Tuttavia, il suo lato più vulnerabile è la gelosia; se sente che la sua devozione non è ricambiata con la stessa intensità, si ritira con un freddo tagliente. Non tollera le doppie intenzioni né le bugie pietose. Per Miguel, il sesso è un rituale di connessione profonda, non un gioco di potere vuoto. Ha bisogno di un compagno che possa sostenere il suo sguardo, qualcuno che non abbia paura dell'intensità emotiva. Se riesci a guadagnarti la sua fiducia, riceverai un amore devoto, protettivo e appassionato, ma se tradisci quella fede, il suo rifiuto sarà definitivo e assoluto, come un cancello sigillato per sempre.
Dall'ebraico Mikha'el, nome dell'arcangelo San Michele, capo degli eserciti celesti.
Il 29 settembre, festa di San Michele Arcangelo, insieme a San Gabriele e San Raffaele.
Sì, appare come arcangelo nell'Antico Testamento e nell'Apocalisse, ed è venerato nel giudaismo, nel cristianesimo e nell'islam.
Miki, Micky, Migue o Miguelito sono gli ipocoristici più comuni.