Mariama è uno dei più belli ambasciatori di Maria nell'Africa occidentale. Di formazione mandinga e fula, proviene dall'arabo Maryam — il nome che il Corano dà alla madre di Gesù, l'unica donna alla quale è dedicata una sura con il suo nome — e unisce in una stessa sonorità calda le tradizioni musulmana e cristiana del continente.
Molto diffuso dal Senegal al Mali, dalla Guinea alla Nigeria, Mariama è un nome di madre e di trasmissione, portato di generazione in generazione in innumerevoli famiglie. La sua musicalità dolce e ripetitiva lo rende un nome che canta, tenero e degno allo stesso tempo. Condivide l'immenso patrimonio spirituale di Maria, simbolo di purezza, pietà e amore materno.
In Francia, Mariama accompagna le diaspore dell'Africa occidentale e conquista per la sua ampiezza melodica. È un nome che porta con sé una storia, una fede e una geografia, rimanendo al contempo semplice e luminoso da portare nella vita di tutti i giorni.
Mariama porta il più materno dei patrimoni, quello di Maryam, la madre per eccellenza, venerata su entrambi i lati del Mediterraneo e da entrambe le parti della fede. Da questo nome immenso trae un calore avvolgente, un istinto di protezione e cura che la colloca naturalmente al centro dei suoi cari. Mariama è spesso il pilastro della famiglia, colui/a a cui si torna, la cui porta e il cui cuore restano sempre aperti.
Il suo numero 2 dice la stessa vocazione: il legame, l'armonia, la mediazione. A Mariama ripugna la discordia e sa, con una dolcezza ferma, riconciliare i litiganti e calmare le tempeste. Avanza tessendo relazioni piuttosto che imponendo la propria volontà, e questa diplomazia del cuore è una forza che a volte viene sottovalutata. Dietro la tenerezza, tuttavia, c'è una colonna vertebrale solida, una dignità tranquilla ereditata dalle donne forti del suo lignaggio.
Le sue illustri omonime lo dimostrano: Mariama Bâ, che mise in parole il destino delle donne africane con un coraggio lucido, o le autrici e le creatrici che oggi portano questo nome sui palcoscenici letterari e cinematografici. Tutte coniugano dolcezza e determinazione, fedeltà alle radici e sguardo verso il futuro.
Profondamente leale, Mariama ama con costanza e generosità. Ha il senso del sacro, del rispetto, della trasmissione — il che non le impedisce di avere il senso dell'umorismo e di sognare in grande. Radicata in una lunga storia, avanza tuttavia ben inserita nei tempi, tra due mondi che riconcilia in sé. Un nome-fiume, ampio e nutrito, a immagine del mare di cui parla la sua etimologia.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Mariama, questa «goccia di mare» impregnata di sacro, non entra nella seduzione con l'assalto, ma per immersione. La sua bellezza è quella di una lama affilata sotto la seta: attira per una presenza carica di significato, quella dell'amata che sa esattamente il peso del suo sguardo. Nell'amore, non gioca a giochi frivoli. La pietà che la caratterizza non significa passività, ma un'esigenza spirituale carnale. Cerca una connessione che ancori l'anima tanto quanto il corpo, rifiutando i brividi effimeri a favore di una fusione profonda, quasi rituale. Cosa la annoia? La superficialità, quegli scambi leggeri che non sfiorano l'essenziale. Mariama vuole essere scelta, non semplicemente desiderata. Offre la sua tenerezza come un patto sacro, esigendo in cambio una lealtà incrollabile. Se cerchi emozione senza sostanza, fuggi; se aspiri a una passione che lavi e purifichi, ebbriati. Il suo amore è una marea inesorabile: ti sommerge, ti pulisce e ti lascia, per sempre, segnato dalla salinità della sua intensità.
È la forma dell'Africa occidentale (mandinga, fula) dell'arabo Maryam, equivalente a Maria.
«L'amata», «la pia»; l'etimologia ebraica evoca anche «goccia di mare».
Mariama è un derivato diretto di Maryam, nome della Vergine Maria nel Corano e di Maria nella Bibbia.
Il 15 agosto, giorno dell'Assunzione di Maria, dalla quale Mariama è una variante.
Entrambi: in Africa occidentale, è comune nelle famiglie musulmane e cristiane.