Luqman è un nome maschile arabo completamente sotto il segno della saggezza. Rimanda a Luqman al-Hakim, «Luqman il Saggio», figura leggendaria dell'Arabia preislamica, monoteista e narratore, a cui il Corano dedica un intero capitolo (il 31, che porta il suo nome).
In questo testo, Luqman prodiga al figlio consigli che sono diventati proverbiale: riconoscimento, umiltà, moderazione nella parola e nel comportamento. È stato anche associato alla figura del fabulista: alcune favole attribuite a Esopo circolano nel mondo arabo sotto il suo nome. Il suo titolo, al-Hakîm, designa sia il saggio che il medico.
Diffuso dal Maghreb fino al Sud-est asiatico, Luqman evoca ovunque la riflessione, la rettitudine e la saggezza trasmessa. Nome senza santo patrono cristiano, seduce le famiglie che desiderano collocare il proprio figlio sotto il segno dell'intelligenza e della saggezza.
Luqman è di quei nomi che indicano fin da subito una direzione: la saggezza. È difficile portare il nome del saggio per eccellenza senza ereditare un po' di ciò: quel modo di soppesare le parole, di osservare prima di giudicare, di preferire il consiglio riflessivo alla reazione impulsiva. Si immagina un Luqman sereno, attento, verso cui l'ambiente circostante si rivolge naturalmente per chiedere un consiglio o un arbitrato; il tipo di persona la cui parola, scarsa, pesa tanto di più.
Dal suo illustre referente, il fabulista al-Hakim, eredita anche il gusto per la trasmissione: a Luqman piace spiegare, raccontare, far comprendere. Il numero 6 del suo nome rafforza questo ritratto di protettore benevolo, legato alla famiglia e ai cari, preoccupato per l'armonia intorno a sé. Non è di quelli che brillano per brillare; ciò che lo anima è il senso, la rettitudine, l'idea di lasciare qualcosa di giusto dietro di sé.
Questa maturità non esclude né il calore né l'umorismo: Luqman può essere un compagno piacevole, dotato di un senso della frase che ricorda i proverbi del suo omonimo. Ma mantiene in ogni circostanza una certa misura, un'avversione per l'eccesso e l'artificiosità. Fedele e affidabile, mantiene la sua parola e detesta il tradimento; nell'amicizia come in famiglia, ci si può contare su di lui a lungo termine. Ambizioso, lo è a modo suo: meno avido di potere che di riconoscimento per la qualità del suo giudizio. Sotto apparenze calme si nasconde una grande determinazione, quella del saggio che sa dove sta andando. Un nome che invita, fin dalla culla, a coltivare l'intelligenza del cuore tanto quanto quella dello spirito.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Sotto il dolce nome di Luqman batte il cuore di uno stratega della tenerezza. Non corre dietro alle fiamme effimere; costruisce. Sedurre per lui non è un gioco da ragazzi, ma un'arte sottile dell'ascolto e della presenza. Attrae anime che cercano un rifugio, un porto sicuro dove il caos esterno svanisce. Il suo fascino è silenzioso, pesante come la verità, attraente per la sua profondità insondabile. Non brilla, illumina. Invece, la superficialità è il suo tallone d'Achille. Una conversazione vuota, bugie pie o un'instabilità emotiva costante lo fanno fuggire, poiché ha bisogno di fondamenta solide. Ama con un'intelligenza saggia, quasi protettiva, ma esige una lealtà incrollabile. Per lui, l'amore è una trasmissione, uno scambio di saggezza in cui ci si scopre migliori. Non sopporta né la frivolezza né l'indifferenza. Se cerchi una passione divorante ma vuota, passa oltre. Se ti offre la sua mano, è per costruire un impero interiore, fatto di fiducia assoluta e rispetto reciproco. È il compagno che ti farà crescere, anche se questo richiede coraggio.
È di origine araba e rimanda a Luqman al-Hakim, saggio leggendario citato nel Corano.
«Il saggio», colui che possiede e trasmette la saggezza; il suo titolo al-Hakîm significa anche «il medico».
Un saggio dell'Arabia preislamica, monoteista e fabulista, i cui consigli al figlio il Corano narra nel capitolo 31.
La tradizione islamica è divisa: la maggior parte degli studiosi lo considera un saggio (hakîm) più che un profeta.
No, è un nome arabo senza santo patrono nel calendario cattolico, quindi senza una data di festa ufficiale.