Lorenzo è un nome di radice latina e sapore classico, proveniente da 'Laurentius', gentilizio legato all'antica città di Laurento e, soprattutto, al lauro: l'albero con cui si incoronavano i vincitori e i poeti. Da qui il suo significato luminoso —'l'incoronato', l'incoronato di gloria'— che gli conferisce un'aria nobile e trionfale.
La sua enorme diffusione si deve a San Lorenzo, il diacono romano martirizzato nell'anno 258, celebre per la sua serenità di fronte al supplizio della griglia. In Spagna la sua traccia è monumentale: Filippo II fece costruire il Monastero di San Lorenzo di El Escorial con una pianta a forma di griglia in suo onore, dopo la vittoria di San Quintino, ottenuta il giorno della sua festa. La notte del 10 agosto, inoltre, è quella delle Perseidi, popolarmente chiamate 'le lacrime di San Lorenzo'.
Oggi Lorenzo vive un notevole rinascimento in Spagna e in America Latina: suona elegante, caldo e atemporale, con quel tocco retro-chic che ha riportato in auge i nomi classici. Funziona altrettanto bene in Italia (Lorenzo) che nel mondo ispanico, e il suo diminutivo Lorenzo/Loren gli conferisce vicinanza. È un nome con la storia, la gloria e una buona dose di fascino mediterraneo.
Lorenzo porta con sé un nome che odora di alloro e di vittoria, e qualcosa di quell'aura trionfale si nota nel carattere: c'è in lui un'energia calda e socievole, un magnetismo mediterraneo che attira senza sforzo. Il suo profilo lo dipinge come una persona di buon umore e notevole diplomazia, un padrone di casa nato che sa far sentire a proprio agio chi ha di fronte. Non è di quelli che lottano a gomitate per il riflettore; semplicemente lo occupa con naturalezza, con quell'eleganza atemporale che ha anche il suo nome.
Sotto il fascino c'è sostanza. La figura di San Lorenzo —il diacono che affrontò la griglia con una serenità quasi insolente— conferisce a Lorenzo un fondo di fermezza e coraggio tranquillo. È leale verso i suoi, protettivo, di quelli che stanno al palo quando serve. Il suo numero 6, quello della casa e dell'armonia, rafforza questa vocazione al cura: Lorenzo funziona meglio circondato di gente, tessendo legami, organizzando la tavola e la conversazione.
Ha ambizione, ma di quella elegante, che non ha bisogno di calpestare nessuno: vuole brillare, sì, anche se gli piace più l'applauso condiviso che il piedistallo solitario. La sua fantasia e la sua sensibilità gli danno un lato creativo —non è casuale che tanti Lorenzos scrittori, scultori e artisti portino questo nome—, e la sua stabilità emotiva lo mantiene con i piedi per terra. Come il risveglio attuale del nome in Spagna, Italia e America Latina, Lorenzo combina il classico e il moderno con una disinvoltura invidiabile. In sintesi: caldo, signorile e incantevole, un Lorenzo entra in qualsiasi sala e, senza volerlo, diventa il centro gentile della festa.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Lorenzo non bacia, incorona. La sua natura, radicata nell'alloro vittorioso, trasforma il romance in un rituale di gloria sottile. Non cerca conquiste facili; ha bisogno di una tela all'altezza della sua statura morale. La sua seduzione è lenta, profumata di spezie antiche e fiducia silenziosa, quel 10 agosto che celebra con l'intensità del sole mediterraneo.
In camera da letto, è un maestro del tatto e dell'atmosfera. Non corre; assapora. La sua carezza è un sigillo di riconoscimento, un riconoscimento reciproco che convalida l'esistenza dell'altro. Ma attenzione: la sua pazienza ha un limite dorato. Ciò che più lo disarma non è la passione sfrenata, ma la mediocrità o la mancanza di autenticità. La frivolezza vuota lo esaurisce come l'aria viziata.
Lorenzo ama con la dignità di un imperatore in rovina che conserva ancora il suo titolo. Ha bisogno di qualcuno che regga il suo sguardo senza battere ciglio, un uguale che capisca che l'amore, per lui, è la massima forma di rispetto. Se riesci a essere il suo alloro, sarai la sua regina eterna; se fallisci, il suo freddo disprezzo sarà più tagliente di qualsiasi spada.
Significa 'incoronato di alloro' o 'laureato', dal latino 'Laurentius', associato all'alloro della vittoria e della gloria.
Il 10 agosto, festa di San Lorenzo di Roma, diacono e martire del III secolo.
Filippo II lo dedicò a San Lorenzo dopo aver vinto nella battaglia di San Quintino il giorno della sua festa, e gli diede una pianta a forma di griglia in ricordo del martirio del santo.
La pioggia di Perseidi, visibile verso il 10 agosto, è conosciuta popolarmente come 'le lacrime di San Lorenzo'.
Per niente: Lorenzo vive un forte risveglio in Spagna, Italia e America Latina per la sua eleganza classica e atemporale.