Gerardo è un nome di radice germanica —'Gerhard', 'forte con la lancia'— che evoca fin dall'origine il temperamento e il coraggio del guerriero. Giunto nella penisola con i franchi e consolidato da diversi santi medievali, si è affermato nel mondo ispanico come un nome virile, solido e di lunga tradizione.
Il calendario dei santi lo associa soprattutto a San Gerardo Mayela, umile fratello redentista del XVIII secolo, patrono delle madri e delle donne incinte, celebrato il 16 ottobre. Questa doppia faccia —forza guerriera nell'etimologia e tenerezza protettiva nel santo— conferisce al nome un carattere completo.
In Spagna e nell'America Latina, Gerardo vanta figure spiccate nella letteratura e nello sport, come il poeta Gerardo Diego, della Generazione del '27, o l'allenatore argentino Gerardo 'Tata' Martino. Oggi è percepito come un nome classico, saldo e affidabile, con la vicinanza che gli derivano i diminutivi Gera o Gerar.
Gerardo ha un temperamento che non si improvvisa. La sua etimologia di 'forte con la lancia' pulsa nel suo tratto più marcato, una lealtà tenace che lo trasforma nel difensore dei suoi: chi ha Gerardo dalla sua parte ha qualcuno che gli sta davanti senza chiedere nulla in cambio. È fermo, affidabile, di quelli che non si tirano indietro quando le cose si mettono male.
A questa solidità aggiunge un'energia inquieta e un cinque numerologico che lo spinge al movimento: Gerardo non è un uomo di quiete, ama l'azione, la sfida, il campo di gioco. Lo si immagina bene nei panni di un 'Tata' Martino che dirige dalla panchina, o di un competitore che si fa carico di ogni giocata. Non evita la lotta giusta, ma non la cerca per gusto; la sua forza è più quella di uno scudo che di una spada.
Sotto la corazza guerriera spunta, come nel suo patrono San Gerardo Mayela, un lato sorprendentemente tenero e protettivo. La sua stabilità è buona e la sua sensibilità, discreta ma reale: Gerardo si prende cura senza enfasi, con i fatti più che con le parole. Non è il più diplomatico —a volte va dritto dritto e dice quello che pensa—, ma questa franchezza fa parte del suo fascino onesto.
Il suo umore è schietto, da lunga digestione e risata facile, senza bisogno di essere il centro di nulla. Tiene più alla gente che alle apparenze, e il suo bisogno di attenzione è moderato. Quando si impegna in qualcosa —un lavoro, un'amicizia, una causa— lo fa con quella costanza dura della 'hard' germanica. In sintesi: un tipo forte fuori, leale fino al midollo e più tenero dentro di quanto sembri.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Gerardo non sussurra, Gerardo trafigge. Il suo bacio è una stoccata precisa, un contatto che lascia il segno e non si cancella con il tempo. Non cerca la dolcezza effimera; anela l'intensità di uno scontro di spade, dove la passione si misura dalla resistenza e dal fuoco condiviso. Si lascia andare a una seduzione diretta, quasi primitiva, dove il contatto fisico è il linguaggio principale della sua anima guerriera. Ciò che realmente lo affascina è la donna che non indietreggia, colei che sostiene lo sguardo con la stessa audacia con cui lui impugna la lancia. Per lui, l'amore è un campo di battaglia dove si prova il valore dell'altro.
Tuttavia, la sua spada si offusca con la monotonia. La passività lo annoia mortalmente; se la scintilla si spegne, se il dialogo diventa muto, lui si ritira, non per codardia, ma per necessità di movimento. Ha bisogno di un compagno d'armi, forte e presente, che capisca che amare significa anche difendere, lottare e resistere insieme di fronte all'avversità. Senza questa sfida costante, il suo fuoco interiore si spegne, lasciando solo cenere fredda.
Risposta: È di origine germanica, da 'Gerhard', formato da 'ger' (lancia) e 'hard' (forte, audace).
Risposta: Significa 'forte con la lancia' o 'coraggioso in battaglia'.
Risposta: Il 16 ottobre, per San Gerardo Mayela; c'è anche San Gerardo di Csanád il 24 settembre.
Risposta: Sì, Gerard è la forma catalana, francese e inglese dello stesso nome; Gerardo è quella castigliana e italiana.
Risposta: È patrono delle madri, delle donne incinte e dei parti felici.