Leonor è la forma spagnola di Eleonora, un nome di origine occitana (Aliénor) e etimologia discussa, in cui si sono volute leggere idee di 'luce' e 'compassione'. La sua storia è puro splendore medievale: lo diffuse Eleonora d'Aquitania, duchessa, regina di Francia e d'Inghilterra, e una delle donne più influenti della sua epoca.
Da allora, Leonor è stato nome di regine e infante in tutta Europa, inclusa la Spagna. In letteratura risuona nell'Eleonora di Antonio Machado, la giovane moglie alla quale dedicò versi indimenticabili.
Oggi vive un rinascimento spettacolare: è il nome della Principessa delle Asturie, erede della Corona, il che lo ha catapultato tra i preferiti per le neonate. Suona elegante, regio e al contempo caldo, con diminutivi così dolci come Leo o Nora.
Leonor ha portamento. Il nome da secoli sfiora le corone — da Eleonora d'Aquitania, la regina più potente del suo tempo, all'attuale Principessa delle Asturie — e qualcosa di quella dignità tranquilla la avvolge. Non è arroganza: è un'eleganza naturale, un modo di essere che non ha bisogno di alzare la voce. Il suo numero 7 la rende riflessiva e osservatrice, dallo sguardo profondo; Leonor pensa molto, sente molto e condivide il suo mondo interiore con parsimonia.
La sua diplomazia è la sua grande arma: sa mediare, calmare e unire, con una dolcezza disarmante. A ciò aggiunge una sensibilità notevole — la stessa che ispirò a Machado i versi più teneri alla sua giovane Leonor — e una lealtà ferma e discreta. Chi le sta vicino scopre un'amica che ascolta davvero e ricorda i dettagli.
Non sottovalutarla per la sua serenità: la sua ambizione e la sua indipendenza sono molto vive, solo che le persegue senza stridori, con la pazienza di una stratega. Leonor preferisce il riconoscimento solido al rumore; brilla, ma con luce propria e senza cercare i riflettori.
Dal lato luminoso, il suo umore è elegante e un po' birichino, e la sua fantasia le dona un punto sognatore ed estetico: le piacciono la bellezza, l'arte, le cose fatte bene. I suoi diminutivi — Leo, Nora — rivelano la Leonora più vicina e calda, lontana dal piedistallo. Nel complesso, è un equilibrio poco comune: fermezza e dolcezza, testa e cuore, corona e tenerezza. Una sovrana serena che governa la sua vita — e spesso quella del suo entorno — con mano dolce e sguardo chiaro.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Leonor non si lascia andare all'inerzia; il suo amore è una luce cruda, quasi accecante, che illumina gli angoli più buuri dell'anima, ma che brucia anche se non viene curata. Nata sotto il segno della compassione, il suo modo di amare è viscerale ed empatico, capace di sentire il dolore altrui come proprio, il che la rende una compagna leale fino al midollo. Tuttavia, questa stessa sensibilità è la sua maggiore debolezza: si stanca della freddezza e della superficialità, cercando una connessione che trascenda il fisico per toccare l'essenziale.
Nella seduzione, non ha bisogno di grandi teatri; il suo fascino risiede in uno sguardo intenso, quella "luce" che promette comprensione reciproca. Attrae chi cerca riparo nella sua calore, ma fugge da chi offre solo ombre o giochi vuoti. Per lei, l'amore è un atto di consegna generosa, un'"altra Aenor" che si apre completamente. Se il partner non corrisponde con quella stessa intensità luminosa, Leonor si ritira con la dignità intatta, lasciando solo l'eco della sua luce nella stanza vuota.
La sua etimologia è discussa; solitamente si associa a idee di 'luce' e 'compassione'.
Dall'occitano Aliénor, reso popolare da Eleonora d'Aquitania nel XII secolo.
Popolarmente il 22 febbraio, sebbene non ci sia una Santa Leonor canonizzata ufficialmente nel santorale romano.
Per Leonor di Borbone, Principessa delle Asturie ed erede della Corona di Spagna.
Leo e Nora sono i più usati e affettuosi.