23 novembre
Perché questo giorno? È il giorno che il calendario degli onomastici dedica a santo Clemente I.
Quarto successore di Pietro a Roma, alla fine del I secolo. Redasse una celebre lettera per placare una crisi interna nella chiesa di Corinto, predicando ordine e concordia. Questo primo atto di mediazione e gestione dei conflitti ne fa una figura fondatrice della diplomazia spirituale.
Quello che resta: Impariamo che la pace non si impone con la forza, ma con la parola e la ragione. Rimane l'esempio di chi, di fronte alla divisione, sceglie la responsabilità anziché la fuga.
Clement si festeggia in Francia, negli Stati Uniti, in Spagna e in Germania il 23 novembre.
Clemente deriva dal latino 'clemens/clementis', 'indulgente, mite, misericordioso', della stessa famiglia di 'clemenza'. È un nome-virtù: designa letteralmente colui che sa perdonare e temperare.
Il suo grande riferimento è San Clemente I, quarto papa della storia alla fine del I secolo, discepolo degli apostoli e autore di una famosa lettera ai Corinzi. La tradizione dice che morì martire gettato in mare legato a un'ancora, che divenne il suo emblema; per questo è patrono dei marinai e dei tagliapietre, e la sua festa si celebra il 23 novembre. Non meno di sette papi hanno portato in seguito questo nome.
Oggi Clemente è un nome classico e sereno, più frequente come cognome (l'immortale giocatore di baseball Roberto Clemente) che come nome di battesimo, ma carico di dignità, calma e una bontà di fondo che non passa mai di moda.
Clement porta bene il suo nome: è il campione di diplomazia (9/10). Dove altri si fanno avanti, lui disarma, addolcisce gli angoli, trova la formula che mette d'accordo tutti. È impossibile arrabbiarsi seriamente con un Clement: il suo senso del dialogo è quasi un superpotere, ereditato in linea diretta dalla sua etimologia latina, clemens, quella dolcezza che Roma considerava la più nobile delle virtù.
Ma attenzione a non ridurlo a un simpatico accondiscendente. Con un buon equilibrio tra umorismo (7/10), energia (6/10) e una punta di fantasia (6/10), Clement è un compagno vivace e divertente, curioso di tutto, capace di improvvisare una notte indimenticabile o di mantenere una conversazione seria. La sua stabilità (7/10) e la sua lealtà solida (8/10) fanno di lui un amico affidabile, di quelli che rispondono al telefono alle due di notte senza lamentarsi.
Sensibile (7/10) senza essere fragile, coglie gli ambienti e adatta il suo comportamento, da qui il suo talento naturale per la mediazione. La sua ambizione esiste (6/10) ma si mantiene sana: Clement vuole trionfare, non dominare. Avanza al suo ritmo, senza schiacciare nessuno, il che lo rende ancora più apprezzato.
Generazionalmente, Clement odora degli anni '90: un nome con patrimonio cattolico e umanista, ma che suona giovane, aperto, moderno. Ci immaginiamo facilmente un Clement a suo agio ovunque, sia in una riunione che intorno a un barbecue, con quella strana miscela di serietà e convivialità. In sintesi, l'amico che tutti vorrebbero avere, e il collega che salva le riunioni tese. Un dolce, ma non un debole.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Che cosa ne dice la scienza. L'effetto di un nome sul carattere è documentato, e diversi studi scientifici se ne sono occupati. Non mostrano che un nome contenga una personalità nascosta, ma che cattura l'attenzione, suscita aspettative sociali e modifica leggermente il modo in cui gli altri ci rispondono. Leggi il nostro articolo su cosa si fonda la psicologia dei nomi per saperne di più.
Il nome « Clement » non ha nulla a che fare con i fuochi fatui, ma con la nebbia mattutina: dolce, avvolgente, insidiosa. Il suo fascino non urla, sussurra. Seduce attraverso una indulgenza rara, quella capacità di guardarti senza giudizio, come se la tua imperfezione fosse un invito alla tenerezza invece che una mancanza. Nell'amore, è il rifugio, il porto sicuro dove si depongono le armi. Non ama le brutalità delle dichiarazioni, preferisce la lentezza delle confidenze, il tocco che accarezza prima di possedere. Ciò che lo attira è l'autenticità grezza, quella che non si nasconde dietro giochi di potere. Al contrario, si stanca rapidamente dell'aggressività sterile, della rigidità che congela le emozioni. Fugge dalle relazioni che sono battaglie dichiarate; per lui, amare è un atto di clemenza, una grazia concessa. Cerca una complicità pacifica, dove la passione scorra a fuoco lento, senza incendio distruttivo, solo quel calore costante che scalda l'anima molto più dei sensi.
San Clemente I, il quarto papa della storia, alla fine del I secolo. Discepolo degli apostoli, morì martire secondo la tradizione.
'Indulgente, benigno, misericordioso', dal latino 'clemens'. È un nome-virtù, della stessa famiglia di 'clemenza'.
Il 23 novembre, festa di San Clemente I, papa e martire.
Secondo la tradizione morì gettato in mare legato a un'ancora; per questo è il suo emblema ed è patrono dei marinai e dei tagliapietre.
Entrambi. Oggi è un po' più frequente come cognome —il mitico giocatore di baseball Roberto Clemente— che come nome di battesimo.
Profilo ludico, a scopo di intrattenimento.
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