Derivato dal latino *aura* e dal greco *aura*, questo nome significa la brezza, il vento o l'aria in movimento. La sua radice indoeuropea, *wer-*, che significa soffiare o fluire, sostiene la sua essenza elementale. Storicamente, è legato ad Aura, la dea greco-romana delle brezze leggere, e alle Aurae, ninfe che erano figlie degli Anemoi, gli dei dei quattro venti cardinali.
Nello spiritualismo moderno, sorto intorno al 1870, il significato è evoluto per indicare un'emissione sottile che circonda gli esseri viventi. Questa dualità connette la forza tangibile della natura con l'energia invisibile dell'anima.
Chiamata Aura, incarna l'etereo e il tangibile. La figura archetipica è lo spirito libero, spinto da un ideale di armonia tra il sé e l'ambiente. Il tratto dominante è la permeabilità; come suggerisce il concetto, "la impregna tutto, connettendo la nostra natura interiore con il mondo esterno". Questa sensibilità permette loro di navigare nella vita con grazia fluida, assorbendo le emozioni degli altri mentre mantengono la propria vibrazione unica.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
In amore, Aura è sensuale e intuitiva, seduce attraverso la presenza più che attraverso la forza. Attrae partner che cercano profondità e risonanza emotiva. Sebbene la sua natura gentile sia incantevole, può anche portare a essere sopraffatti dalle energie degli altri. Richiedono un partner che rispetti il loro bisogno di spazio e connessione spirituale, evitando la dipendenza che soffoca il loro cuore di spirito libero.
Proviene dalle parole latine e greche per brezza o aria in movimento.
Aura è la dea delle brezze leggere, madre delle ninfe Aurae.
Si è sviluppato nel contesto dello spiritualismo intorno al 1870.
Significa l'azione di soffiare o fluire.
Sì, è utilizzato in francese, italiano, spagnolo e portoghese.