Ida è un nome breve ed efficace, come un colpo di martello: tre lettere, un suono che si imprime immediatamente nella memoria. Di origine germanica, evoca associazioni con l'attività e il lavoro, e non è un caso se donne dalla forte volontà e intraprendenza lo hanno scelto. Ha goduto di grande popolarità tra il XIX e l'inizio del XX secolo, un'epoca in cui i nomi brevi e facili da ricordare erano di moda.
Possiede un fascino letterario e cosmopolita: è il nome dell'attrice e regista Ida Lupino, pioniere a Hollywood, della coraggiosa giornalista Ida B. Wells e della ballerina classica Ida Rubinstein. Suona sia moderno che antichissimo, una piccola, elegante e vintage perla che attualmente sta vivendo una rinascita proprio per la sua essenzialità elegante.
Oltre al suo significato religioso, il nome evoca anche risonanze mitologiche: il monte Ida a Creta, dove si dice che Zeus sia cresciuto. È un'interessante raccolta di associazioni per un nome così semplice. Oggi Ida è percepita come una scelta raffinata e decisa, una ragazza con la testa tra le nuvole.
Ida non è uno spettatore; è l'architetto del proprio destino, spinta da una grezza energia germanica, l'energia del lavoro che modella la pietra. Il suo nome, nato da *id* (attività), non è un'etichetta, ma un motore. Incarna l'archetipo della dea Ida, questa montagna sacra dove terra e cielo si incontrano, ma con una punta di realismo pratico. Ida non sogna, agisce. Il suo mestiere ideale è la maestria attraverso l'azione, rifiuta l'immobilità come si rifiuterebbe una malattia. Come disse Marie Curie: «Non c'è nulla da temere, tutto deve essere compreso», Ida comprende attraverso l'agire, sudando, costruendo. Possiede quella vitalità tenace che stanca gli osservatori passivi, ma ispira i costruttori. La sua festa cade il 13 aprile, in concomitanza con il risveglio primaverile, poco dopo l'inverno: è il momento in cui la natura, dopo la fase di riposo, rivendica i suoi diritti. Ida è questa rinascita attiva, questa forza silenziosa che non chiede permesso per esistere. È la incarnazione vivente della frase: «La vita è ciò che accade mentre sei impegnato a fare altri piani». Ida, invece, ha già iniziato a elaborare piani scavando.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Nella vita privata, Ida non recita la principessa in attesa. Ama con la stessa intensità con cui lavora: senza giri di parole, con una presenza fisica che lascia il segno. La seduzione per lei è un ballo tra abilità e desiderio, in cui lo scambio di sguardi vale più delle parole vuote. È attratta da menti forti, da coloro che hanno una scintilla negli occhi e ambizioni nelle mani. La passività la annoia immediatamente; un partner che aspetta che la vita gli piombi addosso è per lei noioso quanto uno strumento arrugginito. Ida cerca un partner che possa seguire i suoi impulsi, persino superarli, perché non le piace tirare il carro da sola. L'amore per lei è una collaborazione attiva, un progetto comune in cui si costruiscono ricordi, piani e corpi. È sensuale ma diretta, preferisce il calore di un abbraccio sincero alle scenografie teatrali. Ciò che la lega è la lealtà nello sforzo; se hai fuoco, lei avrà la carbonella per alimentarlo.
Dalla radice germanica id-, che significa «attività, lavoro», significa idealmente «qualcuno che agisce, qualcuno che lavora».
La festa di Santa Ida si celebra il 13 aprile, in memoria di Santa Ida di Boulogne; un'altra data è il 4 settembre (Santa Ida di Herzfeld).
Sì: il monte Ida a Creta è, secondo la leggenda, il luogo in cui il giovane Zeus è cresciuto.
Ha antiche origini germaniche, ma è stato ampiamente utilizzato tra il XIX e l'inizio del XX secolo; oggi sta vivendo una rinascita come nome retrò.
È interessante notare che rimane quasi identico in francese, inglese, tedesco e spagnolo: Ida ovunque.