Saturnino è un nome di chiara stirpe romana, derivato da Saturninus, ovvero 'consacrato a Saturno', il vecchio dio dell'agricoltura e dell'età dell'oro. La sua fortuna cristiana si deve a San Saturnino di Tolosa, o San Sernin, primo vescovo di Tolosa nel III secolo, martirizzato mentre veniva trascinato da un toro; la Chiesa lo celebra il 29 novembre.
In Spagna, il nome ha avuto un radicamento notevole, specialmente in Navarra e nel nord, fino al punto di essere co-patrono di Pamplona e di dare il nome a una delle sue chiese più emblematiche, legata all'origine della città e ai Sanfermines. In Messico, ha lasciato il segno il grande pittore Saturnino Herrán, e nella storia militare spagnola risuona Saturnino Martín Cerezo, eroe dell'assedio di Baler.
Oggi, Saturnino è percepito come un nome classico, sonoro e un po' solenne, con un punto casto e venerabile. Non è frequente tra i neonati, il che gli conferisce un'aria distinta di un'altra epoca, carico di storia locale e devozione antica.
Saturnino porta un nome di dio agricolo e di vescovo martire, e da questa mescolanza risulta un carattere che sembra grave a prima vista, ma nasconde una vitalità sorprendente. Il suo tratto dominante è un'energia inquieta, quella del numero cinque, che lo spinge a muoversi, a sperimentare, a non stare fermo nel solito terreno. È curioso per natura, un po' avventuroso, con un'indipendenza marcata che lo fa diffidare delle gabbie, per quanto dorate siano.
C'è in lui un fondo di fermezza ereditato dal santo tolosano che preferì morire piuttosto che piegarsi: quando Saturnino crede in qualcosa, sopporta la tensione con una tenacia che impressiona. Questa lealtà verso le sue idee e i suoi affetti coesiste con un temperamento un po' testardo, capace di mantenersi fermo anche se tutto il mondo gli dice il contrario.
Il suo umore è secco, casto, di commento ingegnoso lanciato con faccia da poker, molto sulla linea di quella Spagna del nord dalla quale il nome è così caratteristico. Non cerca di essere il centro dell'attenzione; gli bastano il suo criterio e la sua libertà di movimento. Ha, tuttavia, una vena creativa e sensibile che affiora quando meno te lo aspetti, come quella che ha fatto del pittore Saturnino Herrán un maestro del colore e dell'emozione.
Stabile nell'importante, ma imprevedibile nel quotidiano, Saturnino è di quelli che combinano radici profonde con la volontà di orizzonte. A volte è travolto dalla testardaggine e da una certa riluttanza a chiedere aiuto, perché il suo orgoglio tranquillo preferisce risolvere tutto da solo. Ma come amico, è di una fedeltà rocciosa, e come compagno di viaggio, uno dei più divertenti e sorprendenti che si possano trovare.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Amore, la tua passione è un rito ancestrale, pesante e dolce come il miele delle antiche vigne. Non cerchi il fuoco effimero, ma la cenere che conserva il calore; sei di quelli che amano con la devozione silenziosa di chi consacra un altare. La tua seduzione non urla, sussurra dalle ombre, offrendo un'intimità profonda che intrappola senza reti. Ti eccita la lealtà incrollabile, il peso condiviso dei segreti, quella connessione che trascende la carne per toccare l'anima. Tuttavia, fuggi la frivolezza leggera, i giochi infantili che non hanno radice. Ti annoia la superficialità, quella leggerezza che non lascia traccia. Hai bisogno di qualcuno che capisca il tuo silenzio, che non tema la malinconia né l'intensità dei tuoi sguardi. Sei un amante che dà tutto, ma solo a chi dimostri di avere la costanza delle stelle. Cerchi un legame sacro, non un passatempo. Quando ami, lo fai per sempre, con la gravità di chi sa che il tempo consuma tutto, ma che l'amore vero è l'unica forza che si rifiuta di essere divorata dall'entropia.
È di origine latina, dal gentilizio Saturninus, legato al dio romano Saturno.
Significa 'consacrato a Saturno' o 'appartenente a Saturno'.
Il 29 novembre, giorno di San Saturnino di Tolosa, primo vescovo di Tolosa e martire del III secolo.
San Saturnino, San Cernin, è co-patrono di Pamplona; secondo la tradizione, evangelizzò la città e dà il nome a una delle sue chiese storiche.
Sì, i più comuni sono Satur e Nino.