Salvador è uno dei grandi nomi devozionali del mondo ispanico: nasce dal latino Salvator, 'colui che salva', titolo dato a Cristo come redentore. Si diffuse soprattutto nella Penisola iberica e in America Latina legato alla festa della Trasfigurazione (6 agosto) e ad advocazioni come il Santissimo Salvatore; non a caso un intero paese, El Salvador, porta il suo nome, e nella capitale si celebra il Salvatore del Mondo.
In Spagna e in America Latina è un nome con tradizione, molto presente nelle generazioni nate a metà del XX secolo e con un'aria di dignità e radice cristiana. Tuttavia, la sua immagine moderna è firmata soprattutto da Salvador Dalí: grazie al pittore di Figueres, il nome porta anche un alone di genialità eccentrica, baffi impossibili e arte che infrange gli schemi.
Oggi Salvador conserva questo doppio filo incantevole: suona come una tradizione solida e protettiva, ma anche come un personaggio indimenticabile. È serio senza essere rigido, e sempre più genitori lo recuperano come nome classico con carattere.
Chi si chiama Salvador porta un nome che promette molto: 'colui che salva'. E curiosamente, la maggior parte lo porta con una mistura incantevole di gravità e calore. La sua lealtà è la sua grande bandiera (9/10): è quella persona che appare quando davvero sono necessari, la spalla fidata della famiglia e del gruppo di amici. La sua stabilità (8) gli dà un'aria di roccia serena, qualcuno a cui ci si rivolge nella tempesta sapendo che non si muoverà.
Ma non immaginatelo noioso né solenne. L'eco di Salvador Dalí aleggia sul nome e lo premia con una vena di fantasia (7) ed eccentricità deliziosa: al Salvador classico e protettivo sfugge, di tanto in tanto, un lampo di genio surrealista, una soluzione ingegnosa o un'idea che non sarebbe mai venuta in mente a nessun altro. Ha ambizione (7) e sensibilità (8) in parti uguali, così persegue i suoi obiettivi senza calpestare nessuno, mosso più dal proteggere i suoi che dal brillare da solo.
La sua essenza è quella di un pilastro generoso: diplomatico (7), attento, con un umore amabile che disarma. Non ha bisogno di essere il centro di tutte le attenzioni, anche se quando decide di esserlo, lascia il segno. Erede del titolo di Cristo Salvatore e dell'aria devota delle generazioni che lo popolarono in Spagna e in America Latina, suona come una tradizione solida e radici profonde. Ma grazie al suo lato daliniano, non è mai completamente prevedibile. Salvador è, in fondo, l'amico che ti salva dal guaio e, di passaggio, ti fa ridere con un'osservazione che solo a lui viene in mente. Ferma, caloroso e con un punto di artista libero.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Salvador non cerca fidanzate, cerca anime in pericolo che abbiano bisogno di essere redente. Il suo amore è una missione divina, carica di una sensualità antica e pesante. Non conquista con fiori, ma con una presenza magnetica, quella di «colui che salva», che ti cattura nel suo sguardo profondo e ti fa sentire che lui è il tuo unico rifugio. Ama il dramma romantico, il riscatto emotivo; si accende quando vede qualcuno spezzato, offrendosi come il salvatore assoluto. Tuttavia, il suo ideale di donna è fragile, dipendente, una musa che abbia bisogno di essere protetta sotto la sua ala onnipotente. Ciò che realmente lo soffoca è l'indifferenza, la freddezza di un cuore che non ha bisogno di nessuno. Se la tua autonomia è troppo forte, se non gli permetti di essere l'eroe della tua tragedia, si ritira, lasciandoti solo di fronte all'abisso che ha giurato di evitare. È intenso, possessivo e profondamente devoto, fino a quando la dipendenza non diventa una prigione.
Dal latino Salvator, 'colui che salva', che traduce il greco Sōtḗr. È un titolo cristiano dato a Gesù come redentore del mondo.
Significa letteralmente 'salvatore' o 'colui che salva'. Allude a Cristo Salvatore.
Il 6 agosto, festa della Trasfigurazione del Signore (il Salvatore). Si ricorda anche San Salvador dell'Orto il 18 marzo.
La sua origine è devozionale, ma oggi si usa con naturalezza come nome classico, in gran parte grazie a figure come Salvador Dalí.
Sì, e dà il nome anche a un paese, El Salvador, la cui capitale onora il Salvatore del Mondo.