Oscar possiede il fascino raro dei nomi che vivono diverse vite. Alla sua radice, un composto germanico guerriero — "la lancia degli dèi" — e un santo, Ansgar, un monaco benedettino soprannominato Apostolo del Nord per aver portato il cristianesimo in Danimarca e Svezia. Ma il nome deve la sua gloria moderna principalmente alla letteratura: nel XVIII secolo, i poemi ossianici di Macpherson lanciarono la moda di Oscar, che Napoleone ammirava tanto da ispirare il nome del futuro Re Oscar I di Svezia. Poi arrivò Oscar Wilde, la mente più spiritosa del suo secolo, e ovviamente le famose statuetine dei premi cinematografici. Il risultato: Oscar suona allo stesso tempo vintage e fieramente elegante, spiritoso, con un tocco di dandy. Lontano dall'essere fuori moda, ha fatto un ritorno spettacolare e ora figura tra i nomi di bambino più desiderati. Retro senza chiedere scusa, ma mai polveroso.
Oscar è, soprattutto, un modo di usare le parole. Il suo umore è la sua carta vincente, ereditata direttamente dall'omonimo più famoso di tutti, Oscar Wilde: la replica che cade perfettamente, il paradosso elegante, l'arte di non annoiare mai. Questa generosa vena di capriccio è accompagnata da vero panache — Oscar ha qualcosa di dandy, cura lo stile, la presentazione e il modo in cui formula le cose, e gli piace essere notato senza mai cadere nell'esagerazione della vanagloria. La sua diplomazia e intelligenza sociale fanno di lui un chiacchierone nato, del tipo che domina una tavola e trasforma una cena comune in una notte indimenticabile. Sotto la levatura spiritosa c'è sostanza: vera ambizione, una forte vena di indipendenza, un rifiuto della strada battuta che si adatta a un nome due volte rivissuto dalla moda. La sua stabilità moderata e l'energia misurata rivelano un temperamento più contemplativo che inquieto — Oscar pensa, osserva e affina, invece di lanciarsi a capofitto. Porta un'aria vintage-chic, da qualche parte tra il gentiluomo del XIX secolo e il ragazzo cool di oggi, quella natura duale retro e alla moda che compone tutto il suo fascino. Leale verso il suo cerchio intimo, preferisce mantenere alcune amicizie coltivate a una moltitudine di conoscenti. Nel complesso, una mente veloce con un'aria spavalda, capace di disarmare una stanza intera con una sola frase, ma che mantiene sempre una vera tenerezza dietro l'ironia. Il tipo di nome che promette carattere: né banale né docile, deliziosamente impossibile da definire. Una lancia divina, sì, ma una che mira con un sorriso.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Oscar non corteggia; conquista. Con un nome etimologicamente forgiato dalla lancia divina, il suo approccio al romance è diretto, penetrante e assolutamente implacabile. Non crede nella noiosa danza dell'esitazione. Per Oscar, l'amore è un colpo sacro, un momento di chiarezza che taglia attraverso il rumore delle moderne seduzioni. È attratto dall'intensità, da anime che possiedano un bordo affilato e intransigente. Cerca un partner che possa sostenere il suo sguardo, qualcuno che corrisponda alla sua ferocità spirituale con passione uguale. Si annoia con la fragilità ed è respinto dall'ambiguità. Una volta identificato il suo bersaglio, si impegna con la forza dell'arma di un dio. È sensuale, sì, ma il suo tocco è intenzionale, mirando il nucleo del cuore invece del mero piacere superficiale. Ama con un'intensità singolare e focalizzata che può sembrare schiacciante per i timidi, ma intoxicante per i coraggiosi. Non gioca a giochi; colpisce nel segno. Se non riesci a gestire il peso della sua devozione, non invitarlo ad avvicinarsi. Offre un amore che è simultaneamente protettivo e pericoloso, una connessione divina che esige resa totale. Non è per i cuori deboli, ma per i degni, è una fiamma eterna.
"La lancia divina", dal germanico os (dio) e gar (lancia).
3 febbraio, in onore di San Oscar, ovvero Ansgar, l'Apostolo del Nord.
Il nome è molto più antico; si dice che la statuetta americana sia stata soprannominata "Oscar" nel XX secolo, con la leggenda che attribuisce il nome a uno zio di nome Oscar.
Grazie a Napoleone e ai poemi di Ossian: la sua ammirazione portò al Re Oscar I di Svezia, il che popularizzò il nome in tutto il Nord.
Entrambi: le sue radici sono medievali, ma ha avuto un forte risveglio nella popolarità dagli anni 2000.