Ilario è uno di quei nomi che porta impresso sulla fronte il suo stesso buon carattere: di origine greca hilaros, 'lieto, sereno', contiene un voto di gioia luminosa. I latini lo trasformarono in Hilarius, e fin dall'inizio fu percepito come un nome di buon auspicio, capace di trasmettere serenità a chi lo portava.
La sua fortuna cristiana è legata soprattutto a sant'Ilario di Poitiers, vescovo e Dottore della Chiesa del IV secolo, brillante e combattivo teologo che diede il suo nome anche al 'trimestre di sant'Ilario' con il quale, in molti paesi anglosassoni, ha inizio l'anno giudiziario e accademico invernale. In Italia, il nome ha una diffusione discreta ma affettuosa, con una gradevole tonalità di eleganza antica.
Oggi, Ilario è percepito come un nome solare e simpatico, difficile da immaginare brontolone: chi lo porta sembra destinato a portare un po' di leggerezza ovunque vada. Un nome che già sorride nella pronuncia.
Ilario incarna l'incarnazione vivente del *Hilaris* latino, quel riso che non nasconde nulla, ma rivela tutto. Il suo ideale direttivo non è la gloria silenziosa, ma la luce radiante del momento presente. Possiede quell'energia solare tipica dell'artista barocco che rifiuta la penombra; per lui, la vita è un palcoscenico dove ogni atto deve essere recitato con una gioia franca. Il suo tratto dominante è una resilienza allegra, quella capacità di trasformare l'avversità in materia prima per l'umorismo. Come diceva Oscar Wilde, «La vita è troppo importante per essere presa sul serio», e Ilario vive questa massima nella sua carne. Non sopporta il peso del mondo, lo diverte. Il suo nome, questa forma italiana vibrante di Hilaire, porta in sé la promessa di una festa perpetua. È l'eroe mitologico che danza sulle rovine, non per insensatezza, ma per scelta estetica. Ilario non chiede il permesso di brillare; illumina semplicemente, con una franchezza sconcertante, ricordando che la gioia è talvolta l'arma più subversiva contro il buio.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
In amore, Ilario è un incendio di gioia, sensuale e diretto, senza giri di parole tortuosi. Non seduce con l'astuzia, ma con il contagio del suo buon umore; il suo fascino è un invito a ballare, a vivere pienamente. Attrae anime che cercano una fuga, un soffio d'aria fresca lontano dai drammi sterili. Fisicamente, è tattile, caldo, adorando la vicinanza come il sole ama la terra. Tuttavia, il suo idealista della leggerezza può stancarsi rapidamente della lentezza o della vittimizzazione. Fugge dai silenzi pesanti, dai giochi di potere psicologici e dai rancori che acidificano. Ciò che lo stanca è la gravità che rifiuta di sorridere. Cerca una partner capace di condividere non solo il letto, ma il riso, quella complicità in cui l'intimità è alimentata dalla leggerezza condivisa. Vuole un'amante che osi, che giochi, e che comprenda che l'amore è prima di tutto una festa a due, celebrata ogni giorno con un'energia rinnovata, mai stanca.
Significa 'lieto, felice, gioioso', dal greco hilaros attraverso il latino Hilarius.
Sant'Ilario di Poitiers fu vescovo e Dottore della Chiesa del IV secolo, famoso difensore dell'ortodossia contro l'arianesimo.
L'onomastico si celebra il 13 gennaio, giorno di sant'Ilario di Poitiers.
Sì, il femminile è Ilaria, che oggi è molto più diffuso del maschile.
Il maschile Ilario è piuttosto raro e ricercato, mentre Ilaria ha conosciuto un grande successo dagli anni '70 in poi.