Guillermo è un nome germanico di lunga traiettoria europea, portato da re, conquistatori e santi: da Guglielmo il Conquistatore a Guglielmo Tell, la storia è piena di Guglielmi che hanno combinato volontà e protezione, esattamente ciò che dice la sua etimologia (wil + helm, 'la volontà come scudo').
Nel mondo ispanico, ha un sapore proprio e molto caro. È un classico che non passa mai di moda e che ha dato figure ammirate nel cinema, nella letteratura, nello sport e nella milizia, dal regista messicano Guillermo del Toro all'ammiraglio Guillermo Brown. In Messico, il suo ipocoristico è l'inconfondibile 'Memo'; in Spagna e nel Cono Sud, 'Guille'.
Oggi, Guillermo è percepito come un nome solido, amabile e con classe, che suona come una persona integra e di risorse. Formale, ma vicino, trasmette affidabilità senza rinunciare a una certa scintilla creativa.
Guillermo è, soprattutto, un guardiano sognatore: il suo nome unisce la volontà (wil) e l'elmo protettivo (helm), e così funziona il suo carattere, scudo all'esterno e mondo interiore traboccante all'interno. Ha un'indipendenza marcata e un'ambizione elevata che lo spingono a costruire cose a modo suo, senza chiedere troppo permesso, proprio come i Guglielmi che hanno eretto opere di cinema, letteratura o milizia con una firma propria.
Ciò che distingue questo profilo da altri nomi seri è la sua elevata fantasia: Guillermo non è solo l'uomo affidabile dalla volontà di ferro, è anche l'immaginativo, colui che vede mostri belli dove altri vedono muri, molto sulla linea dell'archetipo del creatore che incarna Guillermo del Toro. Questa combinazione di determinazione e creatività lo rende magnetico. La sua lealtà è ferma e la sua sensibilità, maggiore di quanto appaia: sotto l'armatura protettiva c'è qualcuno che si prende cura dei suoi con vera profondità.
Nel rapporto, mostra un umore caldo e un'energia sostenuta; è un buon compagno di progetti perché combina l'impulso di chi vuole e la tenerezza di chi protegge. La sua stabilità è solo media, perché la sua testa va spesso avanti alla routine, saltando all'idea successiva. Lì si trova anche il suo punto debole: la stessa volontà che lo rende forte può diventare testardaggine, e la sua indipendenza, una certa tendenza a seguire da solo quando converrebbe ascoltare. Quando Guillermo mette la sua tenacia al servizio della sua immaginazione — e lascia entrare gli altri nella sua fortezza —, diventa quel raro creatore capace di sognare in grande e, inoltre, di finire ciò che inizia.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Guillermo non scherza con giochi sottili; il suo corteggiamento è un assalto di volontà, diretto e magnetico. In letto, non cerca la sottomissione, ma la risonanza di una forza che lo eguagli. La sua natura germanica, forgiata nell'"elmo della volontà", lo porta a proteggere con un'intensità quasi possessiva, offrendo un rifugio solido dove la passione si scioglie senza filtri. È attratto dall'autenticità grezza, quella scintilla selvaggia che dimostra che l'altra persona porta anche lei un elmo invisibile sotto la pelle. In contrasto, lo annoia la fragilità eccessiva o l'indecisione; la mancanza di carattere è un veleno lento per il suo fuoco. Guillermo ama con la certezza di chi sa cosa vuole: è sensuale, presente e spietatamente leale. Per lui, il sesso è una fortezza condivisa, un patto di carne e spirito dove la consegna totale è l'unica moneta valida. Se non c'è quella scintilla d'acciaio negli occhi del suo partner, il suo interesse si spegne come una torcia sotto la pioggia.
È di origine germanica, dal nome Willahelm, molto diffuso in Europa dal Medioevo.
Combina wil ('volontà') e helm ('elmo, protezione'): 'volontà protettiva' o 'protetto dalla sua ferma volontà'.
Il 25 giugno, in onore di San Guillermo di Vercelli, abate e fondatore di Montevergine.
'Memo' è l'ipocoristico messicano di Guillermo, così come 'Guille' in Spagna e in Argentina.
William in inglese e Guillaume in francese; in italiano, Guglielmo.