Giordano è un nome che porta con sé il rumore dell'acqua che scorre. Deriva dall'ebraico Yarden, dalla radice yarad, «scendere, fluire»: era originariamente il nome del fiume Giordano, quello in cui Giovanni Battista battezzò Gesù. Non sorprende che, come nome di persona, si sia diffuso in ambito cristiano in epoca di crociate, quando i pellegrini portavano in patria fiaschi con acqua del fiume sacro per battezzare i propri figli.
In Italia, il nome evoca immediatamente Giordano Bruno, il filosofo di Nola bruciato sul rogo per le sue idee: un'ombra intensa che conferisce al nome un'aura di indipendenza intellettuale e di coraggio. C'è anche il beato Giordano di Sassonia, grande organizzatore dell'ordine domenicano.
Oggi, Giordano è un nome maschile solido e distinto, non molto frequente ma sempre ben portato, capace di suonare allo stesso tempo classico e anticonformista.
Giordano è come il fiume che gli dà il nome: sembra pacifico in superficie, ma sotto scorre una corrente forte e inarrestabile. È l'indipendente per vocazione, colui che non ama le strade già battute e che, non appena qualcuno gli dice «si è sempre fatto così», sente il bisogno di chiedere «perché?». L'ombra luminosa di Giordano Bruno plana su questo nome e gli conferisce un fondo di coraggio intellettuale e di anticonformismo.
Curioso, mentale, spesso visionario, Giordano ama le idee più delle chiacchiere superficiali. Ha una fantasia viva e un'ambizione che riguarda meno il denaro o il potere, quanto lasciare un segno, capire realmente come stanno le cose. Il suo 11 numerologico — numero dei precursori — ridotto a 2 tradisce questa doppia natura: da un lato, l'impulso del pioniere, dall'altro una sensibilità e un'intuizione che pochi gli riconoscono a prima vista.
Proprio perché scorre, Giordano ha difficoltà a stare fermo: cambia interessi, esplora, talvolta si disperde. La stabilità non è il suo punto forte, e chi gli sta accanto deve accettare che non sarà mai del tutto prevedibile. In compenso, offre profondità, conversazioni che restano, uno sguardo sul mondo mai banale.
Nelle relazioni è meno espansivo di quanto sembri: seleziona con cura le persone di cui fidarsi, ma con loro sa essere generoso e sorprendentemente tenero. Odia le imposizioni e le gerarchie rigide; dategli libertà e vi ricompenserà con creatività, dategli un ordine e cercherà immediatamente la falla.
Giordano è, in ultima analisi, un pensiero che scorre libero e non si lascia bloccare: acqua che trova sempre la sua strada, anche quando deve scavare nella roccia.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Giordano non cerca il fascino statico; è attratto da ciò che scorre, da quella corrente impetuosa che scende e trasforma. In amore, è un uomo di flusso, non di diga. La sua seduzione nasce dall'empatia profonda, da una capacità di «scendere» nell'anima del partner per comprenderne le ombre senza giudicarle. Ama la fluidità, l'imprevedibilità, il movimento costante che mantiene viva la scintilla. Tuttavia, la sua natura, radicata nell'idea del fiume che attraversa, lo rende talvolta indolente verso la staticità: l'abitudine, la routine incrostata, lo stancano profondamente, svuotandolo di quella vitalità che cerca ossessivamente. Si innamora di chi sa danzare con i cambiamenti, di chi offre una passione che non si ferma, ma avanza, aprendo nuovi canyon nell'anima. Cercate in lui la sicurezza di una roccia e sarete delusi; cercate piuttosto la tempesta serena, l'intensità di chi vive ogni bacio come un nuovo affluente. Il suo cuore non si ferma, giura di muoversi.
Ebraica: viene da Yarden, nome del fiume Giordano, e significa «che scorre, che scende».
Grazie alle crociate: i pellegrini battezzavano i figli con l'acqua del Giordano, da qui l'abitudine di dare questo nome.
Il 13 febbraio, in memoria del beato Giordano di Sassonia; esistono anche altre date come il 15 settembre e il 17 novembre.
Soprattutto al filosofo Giordano Bruno, simbolo della libertà di pensiero.
Sì: Giordana, ugualmente elegante e un po' più rara.