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Il diritto dei nomi nel mondo

Si può chiamare il proprio figlio come si vuole? Non proprio. Dietro ogni nome c'è una storia di diritto, molto diversa da un paese all'altro.

Di Ucy · 2026-07-08 · 4 min di lettura

Si può chiamare il proprio figlio come si vuole? Non proprio. Dietro ogni nome c'è una storia di diritto, molto diversa da un paese all'altro.

Francia: la libertà regolata

Fino al 1993 i genitori francesi dovevano scegliere da un elenco — essenzialmente i santi del calendario e alcuni personaggi storici. Dal 8 gennaio 1993 la scelta è libera, ma l'ufficiale di stato civile può segnalare al procuratore un nome contrario all'interesse del bambino. Alcuni tribunali hanno così rifiutato « Nutella » o « Fraise » (Fragola).

Italia: niente nomi ridicoli

La legge italiana (DPR 396/2000) vieta i nomi ridicoli o vergognosi, il nome identico a quello del padre vivente, e ne limita il numero a tre. Il caso « Venerdì », ispirato a Robinson Crusoe, fu bocciato dai giudici.

Stati Uniti: molto permissivi, ma…

Oltreoceano la libertà è quasi totale e varia da uno Stato all'altro. Diversi limitano i caratteri : la California non accetta gli accenti (addio all'accento di José), e alcuni Stati vietano le cifre. Il risultato : una creatività sfrenata, frenata da sorprendenti vincoli tecnici.

Un nome non è mai del tutto neutro : accompagna il bambino per la vita, e la legge veglia — a modo suo — in ogni paese. Sfoglia il nostro archivio per vedere la ricchezza che questa libertà ha prodotto.

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