Marcial deriva dal latino 'Martialis', 'consacrato a Marte', il dio della guerra, da cui proviene anche l'aggettivo 'marziale' con la sua aria ferma e militare. È un nome di radice romana, sonoro e dal carattere marcato, che combina forza e classicismo.
Nel calendario dei santi, spicca San Marziale di Limoges, primo vescovo di quella città, apostolo dell'Aquitania, la cui festa si celebra il 30 giugno. Ma la Spagna custodisce inoltre un altro Marziale illustre e molto più antico: il poeta latino Marco Valerio Marziale, nato a Bilbilis (l'attuale Calatayud) nel I secolo, maestro dell'epigramma e della satira pungente.
Oggi è un nome poco frequente, il che gli conferisce personalità e un tocco retrò affascinante. Nel mondo ispanico suona galiziano e asturiano, e ricorda i romanzi popolari grazie a Marcial Lafuente Estefanía, il re dei romanzi western. Marziale evoca temperamento, disciplina ed un'eleganza un po' antica, ideale per chi cerca un nome con nervi saldi e tradizione.
Marcial porta nel nome l'eco del dio della guerra, e il profilo non nasconde questa radice: energia, ambizione e indipendenza spiccano, delineando un temperamento nervoso, deciso e con poca pazienza per la tiepidezza. È di quelli che prendono posizione e la difendono, con un fondo di disciplina quasi militare che deriva dall'etimologia stessa. La lealtà, anch'essa elevata, funziona come il suo codice d'onore: Marziale sta dalla parte dei suoi e non cambia campo al primo ostacolo.
Ma sarebbe un errore vederlo solo come un carattere combattivo. Il suo numero 3 introduce una vena espressiva e scintillante che ammorbidisce la corazza: Marziale sa usare la parola come arma e come gioco, nella migliore tradizione del suo omonimo, il poeta ispanico Marco Valerio Marziale, che faceva dell'epigramma una stoccata ingegnosa. C'è in lui, quindi, un umore affilato, capace di ironia elegante e di commenti mirati senza bisogno di urlare.
La sua diplomazia è piuttosto bassa: preferisce la franchezza all'aggiramento, e a volte questa sincerità diretta può risultare tagliente per chi non lo conosce. La sensibilità la tiene sotto chiave, la mostra nell'azione più che nella confidenza; protegge invece di confessare. Con una stabilità intermedia, ha bisogno di mete e sfide per non annoiarsi, e la sua ambizione è orientata al successo, a lasciare il segno. L'aura del nome, poco frequente e con la tradizione dei romanzi popolari, gli aggiunge un punto di personaggio dal carattere marcato, tra il galiziano tenace e il pistolero d'onore di Lafuente Estefanía. Nella sua versione migliore, Marziale è l'alleato fermo e coraggioso, dalla parola data e dalla spada pronta, che combina il temperamento del guerriero con l'ingegno del poeta: qualcuno con cui non conviene discutere alla leggera, ma che vale oro avere nella trincea.
Ritratto giocoso, da prendere con il sorriso.
Marcial non gioca all'amore, lo conquista come una campagna militare. La sua seduzione è un assalto frontale, diretto e senza giri di parole; ti guarda negli occhi come se avesse già vinto la battaglia prima ancora di pronunciare una parola. Non cerca la complicità dolce dei poeti deboli, ma la scintilla grezza della passione immediata. Si sente attratto da donne che hanno la schiena dritta, con quella forza virile che gli permette di tenere il ritmo del suo stesso fuoco. Per lui, il romanticismo è un campo di battaglia dove la vulnerabilità è un'arma a doppio taglio.
Tuttavia, la sua natura guerriera è anche la sua maggiore debolezza. Si annoia mortalmente con la sottomissione passiva o l'indecisione cronica. Se la sua partner mostra troppa debolezza o mancanza di carattere, Marziale si ritira con la freddezza di un generale che ha perso interesse nel conflitto. Ama con intensità, con possessività, ma esige lealtà incrollabile. Non c'è spazio per giochi sottili nella sua mente; o sei la sua alleata nella vita o la tua sconfitta è segnata. Il suo bacio sa di vittoria, selvaggio e definitivo.
Dal latino 'Martialis', 'consacrato a Marte', il dio romano della guerra; da qui il suo senso di guerriero o di temperamento marziale.
Il 30 giugno, festa di San Marziale di Limoges, primo vescovo di quella città e apostolo dell'Aquitania.
Sì: Marco Valerio Marziale, grande epigrammatista del I secolo, nacque a Bilbilis (Hispania), l'attuale Calatayud, e condivide la stessa origine del nome.
Di radice romana, molto antico, oggi poco frequente, il che gli conferisce un'aria classica e distinta.
Condividono l'origine: entrambi derivano da Marte. L'aggettivo 'marziale' (fermo, militare) e il nome proprio nascono dalla stessa radice latina.